Il corno di Dürer

Questa mattina riflettendo, non so perché, su questa storica incisione su legno di Albrecht Dürer, mi sono improvvisamente trovato a confrontarmi con uno dei temi su cui più amo riflettere, l’immaginario. Ho sempre trovato molto curioso il fatto che per secoli l’immagine di riferimento del rinoceronte nella cultura occidentale non derivasse dalla realtà ma da un’imitazione di un’imitazione della realtà. Fortunatamente Albrecht Dürer, grazie al suo scrupoloso ingegno tedesco, si avvicinò molto all’immagine reale del rinoceronte salvo per alcune inesattezze tra cui, in primis, un piccolo corno sulla schiena che trovo però una metafora splendida per riassumere l’eterno rapporto tra immaginario e Reale. Un piccolo particolare in cui l’immaginario di un rinascimentale artista ha superato il Reale di un allora sconosciuto mammifero, modificandone così la percezione stessa dell’animale tanto da convincere mezzo mondo che in realtà l’immaginario fosse il Reale e che quindi il Rinoceronte avesse di fatto non uno ma due corna. Da qui una slavina di conclusioni sul potere dell’immaginario tanto nell’era del Rinascimento quanto in quella, decisamente più attuale, dei nuovi media.