{"id":1698,"date":"2010-12-14T02:15:28","date_gmt":"2010-12-14T00:15:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacopoperfetti.it\/?p=1698"},"modified":"2010-12-14T02:15:28","modified_gmt":"2010-12-14T00:15:28","slug":"vintage-era","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacopoperfetti.com\/archive\/blog\/2010\/12\/14\/vintage-era\/","title":{"rendered":"Vintage Era"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 sempre stimolante guardare indietro alle mode passate. Capirne i flussi e commentarne i costumi. Vedere come ritornano stili e tendenze, perdersi nei colori, nei tessuti e nelle ideologie. Cosa ha ispirato la nascita del fenomeno Rockabilly? Perch\u00e9 fino alla fine degli anni \u201980 la moda era un\u2019esplosione di colori ed eccesso e poi con gli anni \u201990 tutto \u00e8 imploso in un esistenzialismo introspettivo fatto di pantaloni strappati e iperboliche crisi esistenziali? Quali sono le conseguenze delle scelte di singoli individui sulla massa? Queste domande mi hanno sempre affascinato, molto probabilmente perch\u00e9 sono delle domande in-finite, come un film di David Lynch. Non esiste una sola risposta, cos\u00ec come non esiste una sola fine. Ma quello che trovo ancora pi\u00f9 interessante \u00e8 cercare di prevedere ci\u00f2 che rester\u00e0 del tempo che stiamo vivendo. Quale sar\u00e0 l\u2019immaginario che, fra i molti che attraversano un\u2019epoca, avr\u00e0 la meglio su tutti gli altri. Perch\u00e9 alla fine \u00e8 sempre cos\u00ec, si generalizza su tutto, soprattutto sul passato. Cos\u00ec gli anni \u201950 sono stati quelli dei Rockabilly, i \u201960 quelli degli Hippies, i \u201970 quelli della Discomusic, gli \u201980 quelli degli Yuppie e i \u201990 quelli del Grunge prima e dei Nerd dopo. E poi arriva la prima decade d\u2019inizio secolo. Che, gi\u00e0 di per s\u00e9, \u00e8 difficile da etichettare. \u201cGli anni 00\u201d \u00e8 troppo apocalittico. \u201cL\u2019inizio secolo\u201d troppo pesante. Oppure ci etichetteranno come i \u201cMillenium\u201d, con un richiamo alle saghe intergalattiche degli anni \u201970. Gi\u00e0 dall\u2019anno prossimo ci andr\u00e0 meglio perch\u00e9 entreremo ufficialmente negli \u201canni \u201810\u201d che ancora suona strano ma se non altro regge, per poi passare finalmente agli \u201canni \u201820\u201d dove di diritto potremo avere di nuovo un\u2019etichetta degna. Resta che di questa decade faccio ancora fatica a mettere a fuoco l\u2019immaginario pi\u00f9 forte di tutti. Quello che ci segner\u00e0 e ci far\u00e0 ricordare per il resto della storia. Probabilmente perch\u00e9 con questa decade c\u2019ho avuto troppo a che fare e quindi sono troppo coinvolto per analizzarla razionalmente. O forse perch\u00e9 ormai le etichette si sono infrante nel caos di stili e influenze post-internet, o forse perch\u00e9, e questa \u00e8 la cosa che pi\u00f9 temo, in questa decade si \u00e8 inventato ben poco di nuovo, limitandoci a riciclare vecchie glorie. Forse la moda vintage, tanto diffusa negli anni \u201990, si \u00e8 radicata negli animi molto di pi\u00f9 di quanto avessi pensato, travalicando i labili confini della moda per conquistare sempre pi\u00f9 terreno nel marketing, nella musica, nell\u2019arte e in tutte le espressione dell\u2019essere umano. Come \u00e8 possibile che negli ultimi dieci anni abbiano rispolverato tutto per riproporlo dopato di effetti speciali e inutili fardelli luccicosi. Sentivamo veramente la necessit\u00e0 di un nuovo episodio della trilogia di \u201cIndiana Jones\u201d? O del seguito di \u201cTron\u201d, o di \u201cRitorno al Futuro\u201d? Perch\u00e9 cos\u00ec tante cover di canzoni gi\u00e0 belle di per s\u00e9, o cos\u00ec tante mode passate fuse insieme nella speranza di creare una moda nuova? E soprattutto, perch\u00e9 in questa slavina di revival non siamo riusciti a far tornare i valori di una volta, i politici di una volta, la qualit\u00e0 di una volta. Forse queste sono qualit\u00e0 troppo impegnative, dimenticavo che alcune delle caratteristiche prime di questa decade sono l\u2019assoluta superficialit\u00e0, l\u2019immediatezza e l\u2019esasperazione del tutto-e-subito. Si rischia troppo poco, certo la eco infinita della crisi non aiuta, ma senza rischio non si inventa nulla di nuovo e tutto gira su se stesso. Penso che \u201ci problemi non possano essere risolti con le stesse dinamiche che li hanno generati\u201d (Einstein), c\u2019\u00e8 bisogno di \u201cscuotere il sistema\u201d (Billy Idol) per \u201csoffiare nel vento\u201d (Bob Dylan) di una generazione furba che \u201ccritica tutti per non criticare nessuno\u201d (After Hours). Ecco questo \u00e8 un buon modo di scrivere, molto contemporaneo, una vertigine di citazioni, una dietro l\u2019atra cos\u00ec da dire quello che si pensa senza per\u00f2 prendersene la responsabilit\u00e0. Alla fine sto solo citando frasi di altri, di mio c\u2019\u00e8 solo la ri-contestualizzazione, l\u2019abbinamento. Sono un words designer.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 sempre stimolante guardare indietro alle mode passate. Capirne i flussi e commentarne i costumi. Vedere come ritornano stili e tendenze, perdersi nei colori, nei tessuti e nelle ideologie. Cosa ha ispirato la nascita del fenomeno Rockabilly? 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