{"id":1751,"date":"2011-01-02T18:40:16","date_gmt":"2011-01-02T16:40:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacopoperfetti.it\/?p=1751"},"modified":"2011-01-02T18:40:16","modified_gmt":"2011-01-02T16:40:16","slug":"revolutionyear","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacopoperfetti.com\/archive\/blog\/2011\/01\/02\/revolutionyear\/","title":{"rendered":"Revolutionyear"},"content":{"rendered":"<p>Il 2011 sar\u00e0 l\u2019anno della Rivoluzione. Si sente nell\u2019aria e, personalmente, lo sento. Un po\u2019 perch\u00e9 nella rivoluzione credo pi\u00f9 che in ogni altra forma politica, un po\u2019 perch\u00e9 ogni crisi prevede gi\u00e0 dal suo inizio una rivoluzione. Ma del resto oggi \u00e8 facile parlare di rivoluzione. Viviamo in uno stato costante di rivoluzione. Continua. Tecnologica, politica, sociale. Quasi come se avessimo trovato un equilibrio rivoluzionario. Forse eccessivo. Molto affascinante ma decisamente utopico. Cos\u00ec anche quest\u2019anno mi trovo di fronte al mio taccuino con la penna in mano per cercare di tirare le somme dell\u2019anno appena passato e, soprattutto, per buttare gi\u00f9 l\u2019elenco dei buoni propositi per l\u2019anno che verr\u00e0. E mentre rimango immobile a fissare i fogli bianchi davanti a me, i pensieri scivolano via veloci. Talmente veloci che  ci si perde tra le trame infinite di quello che \u00e8 accaduto e quello che potrebbe accadere. Mi sento a met\u00e0 strada tra l\u2019ansia da prestazione di quando facevo gli esami all\u2019universit\u00e0 e la gioia sognante di quando scrivevo la lettera a Babbo Natale. Per\u00f2 quest\u2019anno c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 perch\u00e9 quest\u2019anno non solo finisce un anno ma si conclude la prima decade di questo nuovo secolo e, senza false ambizioni, penso sia stata una delle decadi pi\u00f9 controverse della storia della cultura occidentale dal dopoguerra ad oggi, anche solo per i due eventi che ne hanno sancito l\u2019inizio e la fine. L\u2019attentato alle torri gemelle dell\u201911 Settembre 2001 e la crisi finanziaria del 2008. Due delle tragedie pi\u00f9 significative degli ultimi cinquant\u2019anni. Entrambe nella stessa decade. Poi nel mezzo non sono mancati il primo presidente di colore degli Stati Uniti d\u2019America, Facebook, Wikipedia, Wikileaks, l\u2019Euro, i terremoti, gli tsunami, gli uragani, il terrorismo, la guerra al terrorismo, il crollo dell\u2019economia in Argentina, il fantasma del crollo dell\u2019economia in Argentina, l\u2019apertura di Guantanamo, la chiusura di Guantanamo, la morte del Papa, il nuovo Papa, il reality show, il Grande Fratello, l\u2019iPod, l\u2019iPhone, l\u2019iPpad, iTunes, l\u2019esasperazione dell\u2019Io e i cambiamenti climatici. Non posso fare a meno di chiedermi quale sar\u00e0 la direzione del mondo adesso che cos\u00ec tante cose sono cambiate. La responsabilit\u00e0 di ognuno di noi \u00e8 enorme perch\u00e9 enormi sono i mezzi che abbiamo a disposizione. E forse questa \u00e8 la lezione pi\u00f9 grande che porter\u00f2 con me nel mio cammino verso questa nuova decade. In tutta onest\u00e0 non mi sento di voler cambiare molto di quanto ho fatto fino ad ora. Certo potrei impegnarmi di pi\u00f9, potrei scrivere che con l\u2019anno nuovo avr\u00f2 pi\u00f9 attenzione per l\u2019altro, che sar\u00f2 meno incentrato su di me, che imparer\u00f2 ad ascoltare, che la smetter\u00f2 di continuare a giudicare sempre tutto e tutti, me per primo o che imparer\u00f2 a godermi di pi\u00f9 il mio tempo, anche se questo prevedrebbe prima una volont\u00e0 di prendermi pi\u00f9 tempo per me. Ma alla fine penso che l\u2019unico vero proposito per quest\u2019anno sar\u00e0 quello di continuare a fare quello che sto facendo, meglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2011 sar\u00e0 l\u2019anno della Rivoluzione. Si sente nell\u2019aria e, personalmente, lo sento. Un po\u2019 perch\u00e9 nella rivoluzione credo pi\u00f9 che in ogni altra forma politica, un po\u2019 perch\u00e9 ogni crisi prevede gi\u00e0 dal suo inizio una rivoluzione. Ma del resto oggi \u00e8 facile parlare di rivoluzione. Viviamo in uno stato costante di rivoluzione. 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