{"id":1859,"date":"2011-09-05T10:21:06","date_gmt":"2011-09-05T08:21:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacopoperfetti.it\/?p=1859"},"modified":"2011-09-05T10:21:06","modified_gmt":"2011-09-05T08:21:06","slug":"the-thin-red-line","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacopoperfetti.com\/archive\/blog\/2011\/09\/05\/the-thin-red-line\/","title":{"rendered":"The Thin Red Line"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019arte non pu\u00f2 prescindere dall\u2019essere ir-riverente, ir-ruente, ir-ritante, ir-ripetibile, ir-regolare, ir-razionale, ir-rompente, ir-riverente e da tutti quegli ir- che la rendono, prima di tutto, viva e la fanno vibrare tra le strade e, soprattutto, tra le persone. L\u2019arte non \u00e8 fatta per essere solo guardata, l\u2019arte va vissuta e partecipata. In questa direzione la performance di Bros nasce con il fine di lasciare un segno chiaro e spontaneo sul territorio, una grande linea rossa che racchiude al suo interno il perimetro di tutta la Franciacorta. Un\u2019opera di land art che marchia il territorio di 17 comuni limitrofi trasformando strade, ciottoli e asfalto in un\u2019unica grande opera di arte contemporanea. La performance di Daniele Nicolosi \u00e8 stata indubbiamente l\u2019opera pi\u00f9 complessa e costosa di tutto il progetto. La sua realizzazione ha coinvolto tre operatori, due registi, un elicottero, un cameraman, un fotografo, 200 litri di vernice rossa, quattro telecamere, un trattore, un carro e, ovviamente, l\u2019artista. Ma proprio per questo motivo, \u00e8 stata l\u2019opera pi\u00f9 partecipata e coinvolgente. Tutti hanno voluto dare il proprio contributo per la produzione e, soprattutto, per la sua realizzazione. La performance \u00e8 cominciata alle 6.00 del mattino e dopo due ore di preparativi ha iniziato il suo lungo tragitto partendo davanti al Monastero di San Pietro in Lamosa a Provaglio d\u2019Iseo, per poi percorrere le strade di Monticelli, Ome, Rodengo, Gussago, Castagneto, Ospitaletto, Cazzago San Martino, Rovato, Coccaglio, Cologne, Erbusco, Adro, Capriolo, Paratico, Corte Franca e Iseo dove Bros, ormai completamente immerso nel rosso della sua stessa performance, ha marcato il lungo lago tra lo stupore attonito di gente e passanti. Shockati da quel carro di vernice rossa che attraversava la citt\u00e0. Del resto, quando si parla di performance tutti i dogmi della contemplazione dell\u2019arte vengono violentemente invertiti. Sintetizzando il processo artistico alla sua essenza abbiamo tre momenti chiave. Produzione \/ Esecuzione \/ Reazione. In un\u2019opera come un quadro o una scultura quello che trovo pi\u00f9 interessante tanto a livello concettuale quanto esecutivo \u00e8 la prima fase, la produzione, dove \u00e8 possibile capire il perch\u00e9 di un\u2019opera, conoscerne le tecniche di produzione e scorgerne gli sviluppi. Nella performance invece \u00e8 esattamente il contrario. La fase che pi\u00f9 mi affascina \u00e8 l\u2019ultima, la reazione. E\u2019 questo il momento in cui la performance raggiunge il suo apice. Il momento in cui l\u2019arte torna a svolgere il suo fine pi\u00f9 importante. Comunicare. Sorprendere. Shockare. Lo shock \u00e8 uno dei concetti pi\u00f9 attuali dell\u2019arte contemporanea. Un tema chiave per comprendere le dinamiche che da Warhol a Hirst ne hanno dettato i paradigmi. Lo squalo in formaldeide di Hirst nasce per shockare. Le prostitute di Teheran dell\u2019artista iraniana Shirin Fakhim nascono per shockare. Il bambino con il tamburello di Cattelan, come le gigantesche sculture di Ron Mueck o quelle perverse dell\u2019artista americano Paul McCarthy o dei Chapman Brothers nascono per shockare. Ma stiamo ancora parlando di opere destinate a un pubblico di nicchia rinchiuso nelle mura, spesso bianche, di gallerie e spazi espositivi. E\u2019 solo con la performance e, nel particolare, la performance pubblica che l\u2019arte si scontra direttamente con la gente e torna a dialogare con il proprio pubblico. L\u2019arte di Daniele Nicolosi vive di questa relazione, senza il pubblico, la gente, le persone, la sua arte sarebbe nulla. Sarebbe auto-referenziale. Ed \u00e8 quindi nella reazione dei cittadini di ognuno dei singoli comuni interessati dalla performance di Bros che si ha il vero punto di (s)volta della performance. Entrato a Iseo, in piedi, su un carro trainato da un trattore coperto di vernice rossa, Daniele Nicolosi ha scardinato la quotidianit\u00e0 dei cittadini utilizzando i loro stessi mezzi. Nessuno si \u00e8 girato quando ha visto un trattore, chi in Franciacorta \u00e8 attratto da un trattore durante il periodo della vendemmia? Ma tutti si sono girati quando dietro il trattore hanno visto un giovane a torso nudo completamente rosso fare qualcosa di assolutamente inaspettato. La gente ha sorriso. Ma il sorriso della gente si \u00e8 presto trasformato quando l\u2019occhio \u00e8 caduto sulla concretizzazione fisica del loro sorridere. Sulla traccia rossa che macchiava i loro ciottoli. C\u2019\u00e8 chi ha applaudito, chi ha urlato, chi ha chiamato subito la polizia, chi ha capito e chi invece \u00e8 rimasto zitto a guardare. Ma non c\u2019\u00e8 nessuno che non si sia voltato e abbia detto o pensato \u201cE quello cosa \u00e8? Cosa sta succedendo?\u201d. Cos\u00ec ecco che la linea rossa che segna il perimetro totale della Franciacorta si \u00e8 trasformata in un taglio, in una sfida, in una pubblica espiazione cui tutti hanno puntato l\u2019indice e di cui l\u2019artista si \u00e8 fatto personificazione. E non \u00e8 un caso che, a partire dalle ore 12.00 di Gioved\u00ec 22 Agosto 2011 fino alla sera tardi, il numero diretto del comando di Polizia di Iseo non abbia mai smesso di suonare. Perch\u00e9 tutti volevano avere una risposta. Non tanto per capire l\u2019atto in s\u00e9. Ma piuttosto per capire se i loro ciottoli sarebbero tornati puliti. Ma ecco la inversione-di-inversione, tipica dell\u2019arte contemporanea. Un\u2019opera nata come messaggio pacifico di unione tra i paesi si trasforma in un taglio che irrita e crea shock per poi ri-trasformarsi in oggetto che unisce nell\u2019irritazione. Lo sgomento per l\u2019opera dell\u2019artista-imbrattatore, come lo ha definito una giornalista del Giornale di Brescia, ha unito tutti i comuni coinvolti dalla performance che di paese in paese e di bocca in bocca si sono ritrovati inconsapevolmente legati da una sorte comune e quindi parte partecipante di un messaggio sociale prima che artistico. Proprio sullo scadere della performance infatti la polizia di Provaglio d\u2019Iseo contattata comunemente da tutti i comuni ha infatti interrotto la performance e ha pianificato una denuncia collettiva per imbrattamento di suolo pubblico. Senza sapere per\u00f2 che la vernice usata era ad acqua ed \u00e8 bastato quindi l\u2019inaspettato e provvidenziale acquazzone della notte per cancellare l\u2019onta artistica di Bros e riportare l\u2019ordine tra le strade dei 17 comuni della Franciacorta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019arte non pu\u00f2 prescindere dall\u2019essere ir-riverente, ir-ruente, ir-ritante, ir-ripetibile, ir-regolare, ir-razionale, ir-rompente, ir-riverente e da tutti quegli ir- che la rendono, prima di tutto, viva e la fanno vibrare tra le strade e, soprattutto, tra le persone. L\u2019arte non \u00e8 fatta per essere solo guardata, l\u2019arte va vissuta e partecipata. 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