Politici Verdi.

In Italia più del 60% delle persone sono fortemente convinte che salvare il pianeta sia un’urgenza. Milioni di persone sono scese in piazza per il Global Climate Strike. E in tutto il mondo il tema del cambiamento climatico è un fenomeno sempre più sentito e sempre più diffuso.

Tuttavia, nelle ultime intenzioni di voto degli Italiani i Verdi sono al 2%. E da che io ho memoria non hanno mai superato il 5%. È un dato che può essere letto in molti modi. Io lo vedo come l’ennesima riprova della distanza tra le persone, che vogliono sempre di più fare, e la politica che è sempre più percepita come un’entità astratta.

A domani, Jacopo.


Simulatore di Fake News.

“What is the cost of lies? It’s not that we’ll mistake them for the truth. The real danger is that if we hear enough lies, then we no longer recognize the truth at all.”
– V. Legasov

Come dice Valery Legasov in “Chernobyl”, il vero pericolo delle bugie è che a furia di sentirle non siamo più in grado di riconoscere quello che è vero da quello che non lo è. E questa è una grande verità. Una verità che nel 1986 ha causato il disastro di Chernobyl e che oggi sta causando il disastro delle Fake News (con tutti i suoi derivati). “Bad News” è un simulatore di Fake News. Nel sito possiamo simulare le conseguenze del dire falsità. Quanti nuovi follower guadagniamo e come possiamo costruirci una personalità mediatica senza scrupoli.

A domani, Jacopo.


Il mezzo non giustifica il messaggio.

Ai tempi della televisione, tutti la guardavano. Ma non tutti – anzi molto pochi – erano in grado di produrre un proprio programma. Oggi tutti usano i Social Media, e tutti sono in grado di creare un proprio canale Instagram, Facebook o Twitter. Il fatto però che sappiamo usare il mezzo, non vuol dire che dobbiamo sempre avere qualcosa da dire o condividere. Il mezzo non giustifica il messaggio. Se non abbiamo niente di rilevante da dire, potremmo concederci il lusso di usare i Social Media passivamente. Come un tempo si usava la televisione. Guardavamo un programma senza sentire il bisogno di fare un nostro programma.

A domani, Jacopo.


Dale Carnegie e l’importanza di usare le giuste esche.

Dale Carnegie non solo si è inventato il proprio lavoro ma ha anche inventato una nuova narrativa del lavoro. Nato nel 1888 da una povera famiglia rurale in Missouri, nella sua vita ha fatto il venditore di bacon, l’attore, il public speaker, l’insegnante, il motivatore e infine lo scrittore. È stato uno dei fondatori del genere Self Help e ha scritto best seller pubblicati in tutto il mondo.

Nei suoi libri utilizza spesso metafore tratte dalla sua vita personale, tra cui questa sulla sua passione per la pesca: «Personalmente vado pazzo per le fragole con la panna; ma non so per quale strana ragione, i pesci preferiscono i vermi. Così quando vado a pescare, non cerco di adattare i loro gusti ai miei, ma mi rassegno ai loro gusti. Quindi non metto sull’amo fragole con panna, ma lombrichi o cavallette, e li butto ai pesci sperando che gradiscano».

Seguendo questa metafora, ogni volta che sto pensando a una campagna di comunicazione o a una presentazione, mi domando: perché non usare lo stesso buon senso quando stiamo “pescando” persone? Perché spendere soldi per produrre costose campagne pubblicitarie che la gente non vuole vedere? Oppure perché sprecare tempo e risorse a lanciare prodotti di cui la gente non ha bisogno? Ovviamente, il punto di partenza è pensare a quello che vuole il nostro cliente, e non quello che vogliamo noi.

A domani, Jacopo


Podcast.

In un grafico il motivo per cui penso che il podcast sarà uno dei media più utilizzati in futuro. Siamo sempre più multitasking. Facciamo sempre più cose contemporaneamente, e il podcast è l’unico media che ci permette di fare più cose contemporaneamente.

A domani, Jacopo.


Meglio un vero ignorante che un falso esperto.

Nel film “La Sirenetta” Scuttle è un gabbiano che dà informazioni ad Ariel sugli usi e costumi del mondo umano. In realtà Scuttle non ne sa nulla degli usi e costumi degli umani, eppure si vende come il massimo esperto in materia. Così quando la Sirenetta gli mostra alcuni degli oggetti che ha trovato in un relitto, lui le spiega che la forchetta è in realtà un pettine e una pipa è uno strumento musicale. La Sirenetta è un film d’animazione, ma il mondo è pieno di personaggi come Scuttle. Personaggi che non si fanno nessun problema a mentire pur di apparire esperti generando mostri mediatici e Fake News. E allora molto meglio un vero ignorante che un falso esperto. Perché l’ignoranza può generare conoscenza. Mentre la finta conoscenza genera solo ignoranza.

A domani, Jacopo


Gianluca Diegoli.

Oggi su FIRED ho intervistato Gianluca Diegoli. Gianluca è un poliglotta dei media digitali. Abusa di internet dal 1995 e qualsiasi canale ci sia on line lui c’è. È su Tumblr, Twitter, Facebook, Medium, Instagram, Telegram, WhatsApp, LinkedIn e Messanger, ha un sito, un blog, un podcast, una newsletter. E in ogni canale parla un linguaggio differente. Su Instagram utilizza le fotografie per raccontare la sua Emilia con l’hashtag #emiliaisillinois, nei suoi podcast utilizza la voce e on line le parole scritte. Scrive da sempre, un po’ per scherzo, un po’ per passione e un po’ per non fare sport. Dopo 15 anni di management di marketing, decide di trasformare questa passione in una professione. Lascia il lavoro da dipendente, inizia a lavorare in proprio come independent marketing strategy advisor e nel 2004 apre uno dei blog di marketing più longevi e conosciuti in Italia: “Mini Marketing”.

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A domani, Jacopo


Usa i social come Mark Twain!

Mark Twain aveva una buona abitudine. Prima di mandare una lettera dai toni accesi, la teneva in tasca per 5 giorni e se dopo 5 giorni ne era ancora convinto, allora la mandava. Ai tempi della comunicazione instantanea e dei Social Media, penso che il suo monito sia più attuale che mai. Nell’ultimo anno, Trump per poco non dava inizio a una guerra nucleare per i suoi Tweet contro Kim Jong Un, Elon Musk stava per far fallire la Tesla a causa di un suo Tweet in cui condivideva l’idea di privatizzare la sua azienda e, qualche giorno, fa Dolce e Gabbana si sono inimicati un intero paese (la Cina….) per un video e un commento su Instagram. Di fronte a tutto questo, mi viene da pensare che forse aveva ragione Mark Twain. Forse serve tempo per essere sicuri di un proprio pensiero, prima di condividerlo. Soprattutto se si è un personaggio pubblico o un imprenditore. Perché, prendendo ispirazione dalla celebre frase che lo zio di Spider Man diceva sempre a suo nipote: con grande visibilità arrivano grandi responsabilità.

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