Simulatore di Fake News.

“What is the cost of lies? It’s not that we’ll mistake them for the truth. The real danger is that if we hear enough lies, then we no longer recognize the truth at all.”
– V. Legasov

Come dice Valery Legasov in “Chernobyl”, il vero pericolo delle bugie è che a furia di sentirle non siamo più in grado di riconoscere quello che è vero da quello che non lo è. E questa è una grande verità. Una verità che nel 1986 ha causato il disastro di Chernobyl e che oggi sta causando il disastro delle Fake News (con tutti i suoi derivati). “Bad News” è un simulatore di Fake News. Nel sito possiamo simulare le conseguenze del dire falsità. Quanti nuovi follower guadagniamo e come possiamo costruirci una personalità mediatica senza scrupoli.

A domani, Jacopo.


Il mezzo non giustifica il messaggio.

Ai tempi della televisione, tutti la guardavano. Ma non tutti – anzi molto pochi – erano in grado di produrre un proprio programma. Oggi tutti usano i Social Media, e tutti sono in grado di creare un proprio canale Instagram, Facebook o Twitter. Il fatto però che sappiamo usare il mezzo, non vuol dire che dobbiamo sempre avere qualcosa da dire o condividere. Il mezzo non giustifica il messaggio. Se non abbiamo niente di rilevante da dire, potremmo concederci il lusso di usare i Social Media passivamente. Come un tempo si usava la televisione. Guardavamo un programma senza sentire il bisogno di fare un nostro programma.

A domani, Jacopo.


Podcast.

In un grafico il motivo per cui penso che il podcast sarà uno dei media più utilizzati in futuro. Siamo sempre più multitasking. Facciamo sempre più cose contemporaneamente, e il podcast è l’unico media che ci permette di fare più cose contemporaneamente.

A domani, Jacopo.


Un libro: Factfullness.

Questa settimana ti consiglio “Factfulness” di Hans Rosling, un libro che ci mette di fronte tanto alla nostra ignoranza quanto alla nostra fortuna. Ignoranza perché ci fa subito capire quanto poco sappiamo del mondo. Fortuna perché ci ricorda di come siamo fortunati a vivere nella parte del mondo in cui abbiamo accesso all’acqua, mangiamo tre volte al giorno e abbiamo medici e ospedali che ci curano ogni volta che non ci sentiamo bene. Il libro si apre con un approccio maieutico-socratico, ci fa capire di non sapere con un test composto da 13 domande sui temi chiave del mondo. Dal tasso di mortalità infantile, al numero di specie in via d’estinzione. Un test cui la maggior parte delle migliaia di persone cui l’autore l’ha proposto non ha saputo rispondere correttamente. Ed effettivamente il risultato del test è molto differente dall’immagine che ci viene raccontata dai media. Spesso i fatti sono molto diversi dalle notizie sui giornali o dai post sui Social. Ed è fondamentale conoscerli perché, come giustamente dice Rosling, se si vuole veramente cambiare il mondo, bisogno prima comprenderlo.

A domani, Jacopo