La civiltà del dopo lavoro
Author: Nicola Zanardi
Nicola Zanardi. La civiltà del dopo lavoro. Luca Sossella Editore, 2018.
Notes by: Jacopo Perfetti.

Il libro di Nicola Zanardi è un libro breve lunghissimo. Breve nella forma (sono poco più di 100 pagine) ma che spazia e tocca moltissimi temi. Dal lavoro che è il tema centrale, passando per l’economia, la politica, le città, l’innovazione e la sostenibilità. Ma al centro di ogni riflessione c’è l’uomo. E questo è un tema molto attuale perché oggi, forse per la prima volta nella storia, l’uomo sta rischiando di perdere la sua centralità. Oggi è possibile pensare a un futuro del mondo anche senza un futuro dell’uomo. O almeno dell’uomo come lo conosciamo noi. Il filosofo israeliano Harari per esempio, parla di Homo Deus, ovvero dell’evoluzione dell’Homo Sapiens che grazie alla tecnologia supera se stesso e si avvicina più all’idea di essere divino che essere umano. Così come del passaggio da una concezione homo-centrica del mondo a una data-centrica. Oppure se pensiamo al futuro del pianeta, iniziamo a pensare (o meglio temere) un futuro apocalittico dove il cambiamento climatico estinguerà l’uomo, e quindi darà inizio a una nuova fase del pianeta priva dell’essere umano. E questo vale anche per il lavoro. Se pensiamo al futuro del lavoro, iniziamo anche a pensarlo in un’ottica automatizzata dove l’uomo potrebbe perdere la suo funzione e risultare quindi inutile. Da cui la domanda chiave alla base del libro di Nicola è più attuale che mai: può esistere un’identità della persona non più fondata sul lavoro?