Quando passare da dipendente a imprenditore.

Una delle domande che mi fanno più spesso quando parlo del mio libro, è: “come faccio a capire se è il momento giusto per lasciare la mia carriera da dipendente per mettermi in proprio?”

Provo a rispondere partendo da uno dei miei film preferiti Indiana Jones e l’ultima crociata. Hai presente la scena in cui il dott. Jones è nell’antico tempio di Alessandretta e sta affrontando le tre prove per raggiungere la stanza dove è custodito il Santo Graal? A un certo punto, si trova sull’orlo di un burrone, è spaventato, non sa cosa fare, il taccuino con le istruzioni per superare le prove gli suggerisce di buttarsi, ma lui è troppo razionale per farlo. Aspetta un po’, è quasi tentato di tornare indietro, ma alla fine ci prova. Chiude gli occhi, respira e fa il primo passo nel vuoto. In quel momento capisce che in realtà davanti a sé aveva un ponte. Un ponte invisibile che gli permette di attraversare il burrone e raggiungere il cavaliere crociato che da 700 anni custodisce il calice.

Ok, se non l’hai presente la puoi vedere qui:

Quando ti metti in proprio e ti inventi il lavoro, arriva sempre questo momento. Il momento in cui o ci credi e ti butti, oppure non ci credi, non ti butti e torni indietro. È un momento chiave, che non arriva subito. Esattamente come Indiana Jones ha dovuto superare altre prove minori prima del burrone, così anche tu per un po’ di tempo hai tenuto il piede in due scarpe. Magari hai portato avanti più iniziative contemporaneamente, oppure hai continuato a lavorare come dipendente e nel frattempo, la sera o nei week end, hai lavorato alla tua idea imprenditoriale. Molti imprenditori cominciarono il loro lavoro mentre ancora erano impiegati in un’azienda, spesso lavorando di notte o nei fine settimana. Il co-fondatore di Nike, Phil Knight, per esempio, iniziò a vendere le sue scarpe da corsa mentre ancora lavorava come dipendente e aspettò diversi anni prima di lasciare il suo impiego. Ma a un certo punto ti troverai davanti al burrone e dovrai scegliere cosa fare. Dovrai scegliere in cosa credere. E non sarà una scelta facile. Perché nessuno potrà darti la certezza di aver fatto la giusta scelta.

Quando ti metti in proprio e ti inventi il lavoro, arriva sempre questo momento. Il momento in cui o ci credi e ti butti, oppure non ci credi, non ti butti e torni indietro.

Come scegliere quindi? Come essere sicuri che se fai il primo passo davanti a te troverai un ponte e non un baratro? Molte persone con cui parlo di questo tema, pensano che quello che ti spingerà a fare il grande salto sarà la tua idea e come si sta realizzando. Mi dicono: «Adesso l’idea sta andando bene, sta cominciando a funzionare, faccio ancora qualche test di mercato, poi se funziona capisco cosa fare». È un atteggiamento razionale e prudenziale, ci sta. Ma non è quello giusto. Perché quello che conta non è cosa fai, ovvero la tua idea o il tuo prodotto, ma perché lo fai, ovvero la tua motivazione. Indiana Jones decide di affrontare il burrone non perché vuole prendere il Sacro Graal (oggetto) ma perché vuole salvare la vita a suo padre (motivazione) e perché crede in se stesso (fiducia).

Quello che conta non è cosa fai, ovvero la tua idea o il tuo prodotto, ma perché lo fai, ovvero la tua motivazione. Quello che conta veramente non è se la tua idea funzionerà, ma se tu funzionerai come imprenditore.

Quando ti stai inventando il lavoro quello che conta veramente dunque non è se la tua idea funzionerà, ma se tu funzionerai come imprenditore. Conta cosa ti spinge a inventarti un lavoro e quanta fiducia hai in te stesso. Se hai una buona motivazione e tanta fiducia in te stesso, lanciati, perché qualsiasi cosa farai, la farai alla grande. Quando Jeff Bezos ha lanciato Amazon nel 1995, aveva in mente di vendere libri su Internet. Quello su cui ha scommesso non è stata tanto l’idea in sé ma la fiducia che aveva in se stesso come imprenditore e come professionista. Tanto che ora Amazon non è una semplice libreria online, ma una delle cinque aziende con la più grande valorizzazione di mercato al mondo.

Se hai una buona motivazione e tanta fiducia in te stesso, lanciati, perché qualsiasi cosa farai, la farai alla grande.

In un toccante discorso al Billboard Women in Music 2016, Madonna ha detto che nella vita non esiste alcuna sicurezza ad eccezione della fiducia in se stessi. E aveva ragione, così funziona anche nel lavoro. Se decidi di inventarti il lavoro e buttarti non è perché credi nella tua idea o nel tuo prodotto, ma perché credi in te stesso, nel tuo talento e nelle tue potenzialità. Perché credi che potrai perdere tutto, ma non sarai mai perduto fino a quando non avrai perso la fiducia in te stesso.

Se decidi di inventarti il lavoro è perché credi in te stesso, nel tuo talento e nelle tue potenzialità. Perché credi che potrai perdere tutto, ma non sarai mai perduto fino a quando non avrai perso la fiducia in te stesso.

All’interno del mio libro (ecco, lo sapevo che non ce la facevo a non parlartene…) racconto la storia di decine di persone che in Italia si sono inventate il lavoro. Ognuna di loro ha fatto percorsi e scelte diverse. Ma sono tutte accomunate da una straordinaria fiducia in se stessi e una grande forza di volontà che ha permesso loro di realizzare ed esprimere il proprio talento. Per rispondere alla domanda iniziale quindi, non c’è un momento giusto o sbagliato per mettersi in proprio. Sta a te. Ma se hai fiducia in te stesso e nel tuo talento, qualsiasi momento sceglierai per lanciarti. Avrai scelto con saggezza.

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