4 lezioni che ho imparato dal mio passato lavoro di curatore d’arte.

Mi invento il lavoro da quando ho 18 anni e uno dei lavori che mi sono inventato è stato quello di curatore d’arte. Un lavoro fantastico che mi ha permesso di conoscere gente straordinaria (nella sua accezione più classica di “fuori dall’ordinario”) e vivere esperienze uniche. Ho lavorato come curatore d’arte per diversi anni e, sebbene oggi non sia più la mia professione, di tanto in tanto mi concedo ancora il piacere di curare una mostra o un progetto artistico. Perché quando hai a che fare con l’arte, è molto difficile uscirne. L’arte rende la vita imprevedibile e ti riempie la testa di punti di domanda, e io non voglio rinunciare né alla bellezza dell’imprevedibilità né al farmi sempre domande su tutto.

Fare il curatore mi ha permesso di imparare molte competenze trasversali e lezioni che mi sono poi state utili anche per molti altri lavori. Tra le tante, me ne sono appuntate quattro:

01. L’idea conta, ma solo se la trasformi in un prodotto o servizio.

Quando lavoravo come curatore d’arte, mi capitava spesso d’incontrare persone che, di fronte a un’opera d’arte, mi dicevano: «Ma questo avrei potuto farlo anche io!» così io rispondevo: «Davvero? E allora perché non lo hai fatto?». Ora che mi occupo d’imprenditoria, mi capita spesso d’incontrare persone che mi dicono: «Ho avuto la stessa idea di Facebook dieci anni fa, se l’avessi sviluppata sarei ricco come Zuckerberg». Ma ovviamente non funziona così. Avere una bella idea è un ottimo punto di partenza, ma è quel che viene dopo che fa la differenza. Sarai in grado di trasformare la tua idea in qualcosa che poi riesci a vendere? E non è mai una questione di soldi o tempo, ma solo di volontà. Se credi veramente in te stesso e nella tua idea sicuramente troverai prima il tempo, e poi i soldi, per svilupparla.

02. Il lavoro si basa sulla fiducia.

Come sostiene l’economista Donald Thompson, «il business dell’arte è l’attività commerciale meno trasparente e meno regolamentata del mondo» e devo ammettere che nei miei anni da curatore d’arte mi sono addentrato in un mercato assurdo le cui dinamiche ancora oggi mi sfuggono. Tuttavia, se c’è una cosa che ho capito è che quando vendi qualcosa a qualcuno, la fiducia è tutto, soprattutto se vuoi continuare a vendere il tuo prodotto o servizio. E la fiducia si costruisce con il tempo e con la qualità e la professionalità di quello che fai. Sia esso un quadro o un servizio B2B. Quindi investi sulla qualità e la professionalità del tuo lavoro, perché ripagano sempre.

03. Se non vendi, non è un lavoro.

Ci sono circa 40.000 artisti residenti a Londra e altri 40.000 a New York; di questi, 75 hanno redditi a 7 cifre, 300 a sei cifre e 5.000 sono rappresentati da qualcuno ma non riescono a vivere della propria arte mentre tutti gli altri non hanno mai venduto neanche un’opera in galleria. Durante la mia attività di curatore d’arte, ho conosciuto moltissime persone che si consideravo artisti, ma che nella vita facevano tutt’altro. E questo mi ha fatto capire che la distinzione tra un hobby e un lavoro è la capacità di trasformare la tua attività in qualcosa che puoi vendere e che ti permette quindi di vivere. Se vuoi inventarti un lavoro, pensa anche a come questo lavoro possa generare un ritorno anche di tipo economico. All’inizio puoi indebitarti, cercare capitali terzi, metterci capitali tuoi, ma prima o poi, le entrate devono essere maggiori delle uscite. Altrimenti è molto probabile che la tua attività non duri a lungo.

04. Non conta solo quello che fai ma anche dove lo fai.

Nel marketing il posizionamento conta e conta tanto. E in questo il mercato dell’arte non ha rivali. La stessa opera, può valere zero come milioni di dollari. Unicamente grazie al suo posizionamento. Pensa all’opera Fontana di Duchamp. Può valere qualche decina di dollari se lo compri per quello che è (un orinatoio appunto) in un qualsiasi negozio di sanitari, oppure milioni di dollari se lo compri per quello in cui Duchamp è riuscito a trasformarlo (un’opera simbolo del Novecento). Così come l’opera originale di Banksy Love Is In The Air può valere 60 dollari se venduta in un banchetto a Central Park, oppure 249.000 dollari se venduta in una casa d’aste. E lo stesso vale per qualsiasi altro settore. Lo stesso prodotto può valere 100 o 10 a seconda che sia venduto in una boutique sulla Quinta Strada a New York oppure sulla bancarella di un mercato. Quindi quando ti stai inventando il lavoro non pensare solo a cosa vuoi fare (sia esso un prodotto o servizio) ma anche a dove e come lo vuoi vendere.

Buon Lavoro! Jacopo.

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