Marx, Engels e come scegliere i partner giusti con cui mettersi in proprio.

In un suo poemetto del 1842, Engels descrive Marx come un tipaccio nero di Treviri che imperversava pieno di furore, come se volesse afferrare l’ampia volta del cielo e tirarla sulla terra. Ed effettivamente, grazie alla sua burbera passione per la critica e al suo furore anti conformista, Marx è riuscito a scuotere la volta celeste portando alla luce i meccanismi invisibili che regolano la nostra vita quotidiana e svelando il modo di produzione capitalistico. Tuttavia, il suo pensiero non avrebbe avuto il potere che ha avuto se non fosse stato per il supporto economico, intellettuale e personale dell’amico e socio Engels. Un personaggio per molti aspetti agli antipodi di Marx, ma tuttavia complementare. Sul lavoro Marx era riflessivo, lento e profondo. Engels invece era rapido, concreto e intuitivo. Nella vita privata Marx era un burbero innamorato della sua Jenny. Engels invece era un elegante donnaiolo. Insieme erano due lati della stessa medaglia. Senza Marx non ci sarebbe stato Engels. Senza Engels non ci sarebbe stato Marx che un giorno scrisse all’amico: «Tu sai che 1) A tutto io arrivo con ritardo e 2) Io seguo sempre le tue orme».

Ti ho raccontato questa storia perché quando ti metti in proprio le persone con cui decidi di lanciare il tuo progetto avranno un ruolo essenziale nella sua riuscita. Se lavori con le persone giuste, il tuo lavoro sarà un viaggio prolifico ed entusiasmante, altrimenti ci sono molte probabilità che non vada a buon fine. E, non a caso, uno dei principali motivi per cui le startup falliscono è perché non hanno il team giusto. Trovare le persone con cui fondare un’impresa è un po’ come sposarsi e, se mi permetti l’analogia, questi sono i suggerimenti che mi sento di darti a riguardo:

1) Non sposarti troppo presto, prima testa la relazione:
Prima di lanciare un’azienda insieme, lavora su un progetto minore per capire se funzionate bene. È un passaggio chiave, perché non puoi conoscere professionalmente una persona fino a quando non ci hai lavorato insieme. Testa come vi trovate in termini di ruoli o di divisione dei compiti, come reagite a situazioni di stress, come affrontate i problemi o come funzionate a livello caratteriale. Se siete più o meno compatibili è meglio scoprirlo quando state lavorando a un piccolo progetto piuttosto che quando avete lanciato una grande azienda. Non a caso un investitore accorto, valuta sempre molto positivamente il fatto che il team su cui sta investendo abbia già sviluppato altri progetti insieme in passato. È una garanzia del fatto che la squadra funzioni e almeno i processi interni siano già collaudati.

2) Non provare a sposare qualcuno che è già sposato:
È uno spreco di tempo e risorse. Se qualcuno ha già un lavoro e non ha tempo per nuovi progetti, lascia stare. Anche se sembra interessato o appassionato al tuo progetto, non lascerà mai il suo lavoro per te. Ma non riuscirà mai a dirtelo e quindi cercherà solo di farti aspettare il più a lungo possibile.

3) Non cadere nella regola dell’amico:
Gli amici sono amici, i partner sono partner. Professionalmente parlando, a volte l’amicizia può essere la peggior situazione in cui trovarsi. Tu vorresti parlare di business (e magari anche farlo) con qualcuno che però ti vede solo come un amico con cui mai e poi mai farebbe o parlerebbe di business.

4) Non dimenticare di firmare un accordo:
Non c’è necessariamente bisogno di firmare un contratto siglato da un notaio, basta anche un accordo privato su carta semplice, ma prima di aprire un’azienda insieme definisci almeno i punti essenziali come l’equity, i ruoli, come vi dividete il lavoro e cosa fare in caso di vendita o chiusura della società.

5) Non sposarti con te stesso:
Come ci insegna la storia di Marx e Engels, una squadra funziona se al suo interno ci sono persone diverse che possano apportare valori e risorse differenti al progetto. Una squadra in cui tutti fanno la stessa cosa e hanno le stesse competenze è invece più difficile che funzioni. Quindi non cercare persone uguali a te, ma cerca persone complementari a te.

6) Parla di un lavoro non di un’idea:
Per quella che è la mia esperienza, il modo migliore per coinvolgere persone nel tuo progetto è parlare di un lavoro e non di un’idea in sé. Prima arriva ad avere almeno un prototipo della tua idea, o un contratto con qualche cliente, e poi parlane con dei potenziali soci. Ci sono milioni di persone con tante idee con cui parlare ma molte poche con un business da sviluppare insieme. Le relazioni professionali si basano principalmente sulla credibilità. Se continui a coinvolgere persone in progetti che poi non si realizzano la tua credibilità crolla ed è molto probabile che sempre meno persone vorranno darti ascolto.

 


 

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