#131: È venerdì, reinventare la concentrazione. 🌳

Buongiorno!

In questi giorni ho letto un libro che ti consiglio: “The Shallows: What the Internet Is Doing to Our Brains” di Nicholas Carr. Un libro che si basa sull’assunto per cui i mezzi che usiamo per informarci o per comunicare finiscono per plasmare la nostra mente e il modo in cui pensiamo.

È successo così con la stampa ai tempi di Gutenberg, poi con la televisione e ora con Internet e gli smartphone. Stando alla teoria di Carr, Internet ci sta rendendo più superficiali, meno propensi all’approfondimento e più dipendenti dal mezzo. Ogni volta che accendiamo il computer o lo smartphone entriamo in un “ecosistema di distrazioni” che disperde i nostri pensieri, indebolisce la nostra memoria e ci rende tesi e ansiosi.

Nel libro ci sono molti passaggi interessanti, ne condivido uno in particolare:

«When we go online, we, too, are following scripts written by others—algorithmic instructions that few of us would be able to understand even if the hidden codes were revealed to us. When we search for information through Google or other search engines, we’re following a script. When we look at a product recommended to us by Amazon or Netflix, we’re following a script. When we choose from a list of categories to describe ourselves or our relationships on Facebook, we’re following a script. These scripts can be ingenious and extraordinarily useful, as they were in the Taylorist factories, but they also mechanize the messy processes of intellectual exploration and even social attachment. As the computer programmer Thomas Lord has argued, software can end up turning the most intimate and personal of human activities into mindless “rituals” whose steps are “encoded in the logic of web pages.” Rather than acting according to our own knowledge and intuition, we go through the motions.»

Il che mi ha fatto pensare a una preoccupazione che condivido spesso: la mia più grande paura non è che la macchina inizi a pensare come l’uomo, ma che l’uomo inizi a pensare come la macchina, e quindi smetta di pensare.

Riprendendo le parole di Carr, uno dei maggiori pericoli di automatizzare il lavoro della nostra mente, di delegare il flusso dei nostri pensieri a una macchina, è una lenta erosione della nostra umanità.

– Jacopo

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💡 Reinventare la concentrazione.

Riprendendo le parole di Carr, viviamo all’interno di un ecosistema di distrazioni (notifiche, messaggi, mail, pubblicità, musica, video…) che ci portano a disperdere i nostri pensieri, indebolire la nostra memoria e ci rendono costantemente tesi e ansiosi.

All’interno di questo contesto, trovare lo spazio mentale per concentrarsi e organizzare i pensieri è sempre più difficile, ma, proprio per questo motivo, sempre più importante.

Forest è una app che permette di piantare un albero ogni volta che vogliamo concentrarci. Se riusciamo a rimanere concentrati per almeno 30 minuti l’albero crescerà. Se invece cediamo alle distrazioni l’albero morirà.


📊 Un grafico che ho trovato in rete.

Questo grafico mostra una cosa che mi domando come si possa negare. Gli eventi catastrofici che minacciano il nostro pianeta, e quindi il nostro futuro, sono in aumento costante. Con una particolare flessione di quelli idrologici che, dal 1980 ad oggi, sono sestuplicati. È un dato allarmante che ci riguarda tutti. Non tanto nelle conseguenze. Ci saranno paesi e popolazioni più danneggiate di altre. Quanto nelle cause. Perché la causa dell’aumento dei fenomeni idrologici è il cambiamento climatico e la causa del cambiamento climatico siamo noi, tutti noi, con le nostre abitudini e il nostro stile di vita.

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Muri Filosofici:

#murifilosofici.

Buon lavoro (e buon week end),
Jacopo