#141: È venerdì, reinventare i giochi in scatola. 🎲

Buongiorno!

«Mai lasciare che una buona crisi venga sprecata» diceva Churchill. Oggi molti settori stanno vivendo una crisi importante (anche se io preferisco chiamarlo “cambiamento”). Tra questi c’è il settore della formazione. Un settore che deve cambiare, non solo da un punto di vista tecnologico (non ha senso insegnare a distanza nello stesso modo e le stesse cose che si insegnano in aula), ma anche contenutistico.

Settimana scorsa ho ricevuto molte mail di risposta alla mia newsletter in cui parlavo dell’importanza di coltivare un approccio imprenditoriale fin da piccoli. Tuttavia l’imprenditoria è solo una delle molte competenze che un bambino o una bambina dovrebbe imparare oggi per affrontare il futuro di domani, ma che a scuola non vengono insegnate.

Qualche giorno fa mi sono appuntato altre cinque competenze. Sono solo degli appunti scritti di getto, ma mi fa piacere condividerli con te per sapere cosa ne pensi e se pensi ce ne siano altre:

01. Imparare a scegliere.
Andiamo verso un futuro di abbondanza. Abbondanza di scelte, abbondanza di opportunità, di alternative e di possibilità. E scegliere sarà sempre più complesso. Per evitare la “paralisi da analisi” sarebbe utile insegnare ai bambini come scegliere e, nel caso, come superare il peso di aver fatto la scelta sbagliata.

02. Imparare a connettere i punti.
Al punto 64 del suo manifesto, Stop Stealing Dreams, Seth Godin scrive di come gli studenti siano educati a collecting dots, collezionare i punti, quando invece servirebbe insegnar loro a connecting dots, connettere i punti. Condivido. Nel futuro avremo bisogno di persone capaci di connettere punti quanto tra loro più distanti.

03. Imparare a sbagliare e a sperimentare.
Banalità. Eppure è una banalità fondamentale. I bambini devono imparare a sbagliare, fallire, sperimentare. Lasciamo agli algoritmi l’ambizione (spesso fine a se stessa) di predire il futuro. Di avere sempre tutto sotto controllo. Di sapere cosa accadrà domani. E insegniamo a sperimentare. A sbagliare. A imparare dai nostri errori. Il futuro è incerto e nell’incertezza la miglior cosa da fare è sperimentare.

04. Imparare a fare (e farsi) domande.
Viviamo e vivremo sempre di più in una società dalla risposta immediata. Ci viene un dubbio e grazie a Internet possiamo avere subito una risposta. Usiamo strumenti pronti all’uso (chi smonta più un computer o uno smartphone?). È comodo ed è veloce. Tuttavia sarebbe un peccato che i bambini smettessero di domandarsi come funzionano le cose che usano. Come potrebbero essere costruite in modo diverso. Perché sono da domande com queste che nascono le invenzioni che cambiano il nostro futuro.

05. Imparare a programmare.
A me sembra assurdo che la programmazione non si insegni dalla prima elementare. Non perché tutti i bambini dovranno un domani essere programmatori, ma perché tutti i bambini avranno un domani a che fare con le macchine e quindi sarà utile saper parlare il loro linguaggio. Saperle decodificare. Perché, come giustamente scriveva Marc Andressen, un domani il mondo si dividerà tra quelli che diranno ai computer cosa fare e quelli a cui i computer diranno cosa fare. E, personalmente, preferirei che i miei figli rientrassero nella prima categoria.

«Non vitae, sed scholae discimus» scriveva criticamente Seneca. E dopo duemila anni funziona ancora così, siamo abituati a studiare più per la scuola che per la vita. Ma sarebbe bello cogliere l’opportunità di questa “crisi” per immaginare una scuola che insegni a vivere e non solo a studiare.

– Jacopo

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💡 Reinventare il gioco in scatola.

Domani è Halloween e sarà un Halloween poco festaiolo. Soprattutto in Campania. Tuttavia può essere l’occasione per reinventare qualche gioco in scatola. The Hike per esempio è un gioco in scatola reinventato per i nostri tempi.

Accedendo al sito puoi scaricare le istruzioni per giocare a The Hike a distanza via Zoom con i tuoi amici e le tue amiche.

La cosa che trovo interessante, per il settore dei giochi in scatola come per qualsiasi altro settore, è che The Hike utilizza una tecnologia già esistente (in questo caso Zoom) per reinventare un prodotto (il gioco in scatola) analogico. Oggi abbiamo accesso a molte tecnologie gratuite o a costi contenuti che ci permettono di innovare settori, servizi e prodotti. Ovviamente dobbiamo essere in grado di fare connessioni che altri non hanno fatto…


📊 Un grafico che ho trovato in rete.

Questo grafico, preso da Internzaionale di qualche settimana fa, rappresenta la spesa pubblica per l’istruzione universitaria in Europa. E fa pensare. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. E il lavoro si fonda sull’istruzione. Se non investiamo sull’istruzione non investiamo sul futuro del nostro paese.


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Muri Filosofici:

#murifilosofici.

Buon lavoro (e buon week end),
Jacopo