#145: È venerdì, reinventare il Black Friday. ⚫

Buongiorno!

C’era un tempo in cui ogni volta che compravo qualcosa di nuovo ero felice. Oggi mi succede il contrario. Sono felice ogni volta che mi libero di qualcosa.

Il problema è che liberarsi di qualcosa non è per nulla facile perché, come scriveva Chuck Palahniuk, le cose che possediamo finiscono per possederci. Oggi è il Black Friday e per far fronte all’ondata di offerte e fare acquisti sensati mi sono dato alcune regole che mi fa piacere condividere con te:

1 / Spendere meglio:

Mai come oggi è importante spendere (se ce lo possiamo permettere). Spendere per far girare l’economia. Spendere per sostenere i piccoli negozi in crisi. Spendere per provare nuove strade e nuove abitudini. Quindi mi sono dato questa prima regola: spendo come un tempo ma cerco di spendere meglio. Ti faccio un esempio, al posto di comprare tre maglioni che costano trenta euro l’uno ma durano un anno, cerco di comprarne uno che costa novanta euro ma dura almeno tre anni.

2 / Entra uno, esce uno:

Qualche tempo fa avevo letto che nelle economie “sviluppate” la maggior parte delle persone possiede tra i 1.000 e i 5.000 oggetti. Se ci pensi sono tantissimi. E la maggior parte di questi non solo non li usiamo ma spesso non sappiamo neanche di averli. Ci occupano spazio fisico e mentale senza darci nulla in cambio. Quindi mi sono dato questa seconda regola: se compro qualcosa di nuovo, mi libero di qualcosa di vecchio. Lo regalo, lo vendo o, se proprio non ha più alcun valore, lo butto.

3 / Meno varietà, più libertà:

Mi è capitato spesso di confondere la libertà con la varietà. La libertà è un concetto qualitativo. La varietà è un concetto quantitativo. Il fatto che oggi abbiamo molte più cose e molte più scelte di un tempo, non vuol dire che siamo più liberi. Anzi, per quel che mi riguarda, più scelte ho e meno mi sento libero. La libertà non è nell’avere, ma nel potersi permettere di non avere. Nel potersi permettere di liberarsi delle cose che abbiamo senza sentirsi male. Senza avere rimpianti. E per farlo mi sono dato questa terza regola: quando devo fare un acquisto limito le mie possibilità di scelta. Non guardo tutti i siti e tutte le offerte. Faccio una scelta a monte, seleziono dei negozi o dei fornitori e mi fido di quelli.

4 / Evitare l’acquisto di impulso:

Come disse l’economista Tim Jackson durante un TED Talk, spendiamo soldi che non abbiamo per cose che non ci servono al fine di fare una buona impressione (che non durerà a lungo) su persone di cui non ci importa niente. E questo è un paradosso. Siamo ossessionati dall’utilità. Vogliamo imparare solo cose “utili”. Cerchiamo risultati immediati. Siamo ossessionati dal fine di quello che facciamo. Tuttavia spendiamo migliaia di euro per comprare cose assolutamente inutili. Cose che non ci servono. E il più delle volte lo facciamo perché non sappiamo cosa ci serva davvero. Quindi mi sono dato questa quarta regola: evito l’acquisto di impulso e prima di acquistare qualcosa mi prendo il tempo per capire cosa mi serva davvero. Arrivo preparato, mi segno quello che mi serve e quando è il momento giusto lo acquisto.

5 / Il tempo e la privacy valgono più dei soldi.

Quanto costa? È una domanda che ci facciamo sempre prima di comprare qualcosa. Quello che ci chiediamo più di rado è quanto tempo ci porterà via quello che stiamo per comprare. Dal momento che i soldi contano, ma, a mio avviso, il tempo conta ancora di più mi sono dato questa quinta regola: prima di fare un acquisto non mi domando solo quanto costa quello che voglio comprare, ma anche quanto tempo mi prenderà utilizzarlo e quanti dati mi prenderanno (se anche tu sei sensibile alla privacy, qui trovi una guida agli acquisti a prova di privacy) .

Sono cinque regole facili da scrivere ma difficili da seguire, dal momento che, come è noto (soprattutto a chi si occupa di marketing), acquistiamo di pancia o di cuore e non di testa. È un atteggiamento naturale che ci riguarda tutti e che ci porta lontano dalla saggezza greca di Socrate che, passeggiando per i mercati di Atene, era solito esclamare soddisfatto: «Quante cose ci sono al mondo che non voglio avere!».

– Jacopo

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💡Reinventare il Black Friday.

Di tutte le iniziative messe in atto dai Brand in occasione del Black Friday,

ho trovato l’approccio contro-intuitivo di Ikea interessante. In una giornata in cui tutte le aziende fanno di tutto per farci spendere, Ikea lancia una campagna per darci più soldi.

L’idea è quella di rendere green il Black Friday. Se portiamo i nostri mobili IKEA usati, Ikea li valuta e dà loro una seconda vita. Inoltre dal 27 novembre al 6 dicembre 2020 (in occasione del Black Friday) se siamo soci IKEA Family potremo usufruire di una supervalutazione del 50%.

È una mossa marketing? Certo. E ovviamente il fine è quello di fidelizzare i clienti e spingerli a fare nuovi acquisti su Ikea. Tuttavia è un’iniziativa innovativa e originale che va nella direzione di promuovere principi di Economia Circolare.


📊 Un grafico che ho trovato in rete.

Questo grafico mostra la percentuale di ragazzi e ragazze tra i 18 e i 29 anni che in America vivono dai propri genitori. La pandemia da Covid-19 ha accelerato molti processi di cambiamento che già erano in atto da tempo. Tra questi anche (purtroppo) la sempre minore indipendenza dei giovani che, un po’ per motivi economici legati a crisi e precariato e un po’ per motivi socio-culturali, sono sempre più dipendenti dai propri genitori.


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Una newsletter intelligente. Una delle newsletter italiane che leggo sempre è quella di Gianluca Diegoli (di cui ti avevo segnalato anche il libro). La leggo (e te la consiglio) perché propone una visione originale e intelligente su un tema che ci riguarda tutti: il Marketing e tutte le sue declinazioni e degenerazioni. Iscriviti alla newsletter

Mangiare in un mondo in pericolo. Questo articolo del New York Times propone una guida chiara e pratica su come nutrirsi riducendo il proprio impatto ambientale. Leggi l’articolo →

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Buon lavoro (e buon week end),
Jacopo