È Venerdì, racconta una storia come D’Annunzio! ✍️


Buongiorno!
Oggi è Venerdì e non potrebbe esserci momento migliore per farti le giuste domande e inventarti il lavoro. Ecco otto cose che mi fa piacere condividere con te questa settimana:

01 / È primavera! E quando D’Annunzio pubblicò il suo primo libro, Primo Vere, nel 1879, diffuse la falsa notizia che l’autore, allora sedicenne, era morto cadendo da cavallo, così da creare una notizia e incrementare le vendite del libro. Quando ti stai inventando il lavoro ti consiglio di seguire l’esempio di D’Annunzio: dai alla stampa una storia da scrivere. Far parlare del tuo prodotto o servizio è essenziale, perché puoi inventarti il lavoro più incredibile del mondo ma se nessuno lo conosce e nessuno ne parla non sarà mai sostenibile. E la stampa è un ottimo strumento per diffondere il tuo messaggio e creare il passaparola. Quando mandi il tuo progetto a una rivista o a un giornale o a un blog o a qualsiasi altro media dunque, non limitarti a dire cosa fai ma anche chi sei, o perché lo fai, non dar loro un prodotto e basta, dagli una buona storia da scrivere.

02 / Una storia simile è quella dell’azienda californiana TOMS Shoes, fondata da Blake Mycoskie nel 2006, che ha venduto le sue prime 10.000 scarpe grazie a un articolo uscito sul Los Angeles Times ispirato più alla sua storia e all’originalità del suo modello di business “One for One” (ovvero per ogni paio di scarpe che compri, TOMS aiuterà qualcuno in difficoltà) che a quella del prodotto.

03 / Oltre alla stampa esistono molti altri canali o strumenti che puoi utilizzare per promuovere e far conoscere il tuo lavoro. Come Buffer che ti permette di gestire tutte le tue pagine Social simultaneamente, oppure Notify per ricevere una segnalazione ogni volta che qualcuno parla del tuo lavoro on line. Trovi altri strumenti per comunicare on line qui.

04 / Questa è stata una settimana terribile per Facebook. A seguito dello scandalo legato ai Cambridge Analytica (ovvero l’unica ragione per cui Facebook esiste) Lunedì il titolo ha perso il 7% a Wall Streetportandosi dietro anche altri colossi della rete come Twitter e Google. Oltre alle sempre più numerose dichiarazioni di persone, legate al mondo della tecnologia, riguardo ai pericoli del Social Media, da Belinda Parmar che ha appena lanciato una campagna per sensibilizzare sui rischi di una vita sempre connessi al Co-fondatore di Whatsapp (acquistata da Facebook nel 2014 per 19 miliardi di dollari) Brian Acton che ha aderito alla campagna #DeleteFacebook, passando per gli artisti Hang Do Thi Duc e Regina Flores Mir che hanno lanciato un’estensione per Chrome e Firefox in grado di generare un “selfie” delle tue attività su Facebook oppure l’artista Benjamin Grosser che ha creato un software per eliminare le metriche di Twitter e quindi leggere tweet e profili senza essere influenzato da quanti like o follower hanno.

05 / A proposito di Social Media e Fake News, questa settimana ho letto questo studio secondo il quale su Twitter le storie false hanno una velocità e una ampiezza di diffusione molto maggiore rispetto alle storie vere. Ovvero le false storie sono retwettate da molte più persone e molto più velocemente. Si stima che alle storie vere serva sei volte il tempo per raggiungere 1.500 perone rispetto a quelle false.

06 / L’inquinamento (così come il cambiamento climatico) è una delle grandi minacce cui dovremo far fronte nei prossimi anni. Nel 2015 l’inquinamento ha causato 9 milioni di morti, tre volte più dell’effetto combinato di Aids, tubercolosi, malaria e circa 15 volte più delle guerre e delle altre forme di violenza. Di fronte a questa minaccia ognuno di noi può fare molto per ridurre il proprio impatto ambientale. In questo grafico alcuni suggerimenti:

07 / Seguendo questa direzione, settimana scorsa Volkswagen ha dichiarato che entro il 2025 lancerà 16 fabbriche (di cui 9 operative entro il 2020) dedicate unicamente alla produzione di auto elettriche.

08 / Nel mio libro “L’Impresa Concentrica” (pubblicato nel 2016 per McGraw-Hill), parlo di molti modelli di business che al posto di comprare o creare nuove risorse valorizzano risorse già esistenti ma non utilizzate, come per esempio l’automobile che per circa il 90% del tempo rimane parcheggiata (e qui si spiega il successo di aziende come BlaBlaCar). A proposito di risorse inutilizzate (e di primaverili cambi di stagione…), questa settimana ho scoperto che in media non utilizziamo il 25% dei vestiti che abbiamo. Vestiti che potremmo mettere a profitto attraverso piattaforme come Gwynnie Bee, una sorta di Netflix del guardaroba.

Buon lavoro (e buon w.e.),
Jacopo