È Venerdì, licenziati come Walt Disney! 🔥


Buongiorno!
Oggi è Venerdì e non potrebbe esserci momento migliore per licenziarti, credere nel tuo sogno e inventarti il lavoro. Ecco otto cose che mi fa piacere condividere con te questa settimana:

01 / Walt Disney inizia a lavorare molto presto. A dieci anni vende giornali, frutta e bibite a bordo dei treni della Missouri Pacific Railroad. Ma la sua passione è un’altra. Ama disegnare e inventarsi storie.Così si mette alla ricerca di un lavoro che possa valorizzare il suo talento creativo. Lo trova presso il giornale di Kansas City, il Kansas City Star Newspaper. Ma dopo poco viene licenziato perché il suo capo pensava che Walt avesse poca immaginazione e nessuna buona idea. Così ci riprova, trova un’occupazione presso un’agenzia pubblicitaria ma anche da questa viene licenziato subito dopo il periodo natalizio. Decide allora di mettersi in proprio e, nel 1922, lancia il Laugh-O-Gram Studio che però dopo un anno fallisce. A questo punto, Disney non ha più soldi. Ma non si arrende e decide di giocarsi il tutto per tutto puntando sul suo sogno e sul suo talento. Raccoglie giusto il denaro per comprarsi un biglietto ferroviario di sola andata per la California e si trasferisce ad Hollywood dove fonda i Walt Disney Studio che lo porteranno ad essere la persona che ha vinto più Oscar in tutta la storia del Cinema. Ti ho raccontato questa storia perché spesso essere licenziato (o licenziarsi) è il punto di partenza per inventarsi il lavoro. Perché quando ti licenzi, inventarsi il lavoro non è più una possibilità, ma è una necessità. E quando qualcosa è necessario, anche se all’inizio sembra impossibile, poi diventa possibile.

02 / A tal proposito, questo Martedì, in occasione della festa del lavoro, ho aperto un sito in cui ogni settimana racconto una nuova storia di chi si è inventato il lavoro e condivido una nuova ispirazione per inventarsi il lavoro. L’ho chiamato “FIRED”, come licenziato in inglese, proprio perché l’essere licenziato (o il licenziarsi) è il punto di partenza di tutte le storie che racconto nel sito.

03 / Le prime tre storie che racconto nel sito sono quelle di Cecilia SpanuGiacomo Biraghi e Walter Contipelli. Tre storie molto diverse tra loro ma unite da un percorso simile: sono riusciti a trasformare una crisi professionale in un’opportunità per credere in se stessi e scoprire (e realizzare) il proprio talento.

04 / I licenziamenti ai tempi dei Social Media. Questa settimana il co-fondatore di WhatsApp Jan Koum ha dato le dimissioni da Facebook e lo ha comunicato attraverso un post su Facebook. Al post ha risposto anche Mark Zuckerberg con un Like e un commento. Le ragioni del licenziamento? Prendersi del tempo per collezionare Porsche e giocare a frisbee.

05 / Questa settimana ho scoperto un sito dove, qualunque sia il giorno del tuo compleanno, puoi trovare una canzone che parla di quel giorno dell’anno.

06 / Si è appena concluso il 1 quadrimestre del 2018. Oltre ai ricavi stellari delle FAMGA (ovvero Facebook, Amazon, Microsoft, Google e Apple) che insieme hanno un valore complessivo di 3.540 dollari, tra le aziende con la crescita maggiore c’è Caterpillar (+31%), un’inaspettata Coca-Cola che grazie ai suoi nuovi gusti di Diet-Coke focalizzati sui Millenials è tornata a crescere e poi Netflix la cui valorizzazione è aumentata a tal punto da essere la best-performing public company del 2018.

07 / A proposito di Netflix, ti ho già parlato della serie televisiva “Genius of the Modern World” prodotta dalla BBC. Questa settimana ho visto una sorta di prequel della serie, ovvero “Genius of the Ancient World”, presentato sempre da Bettany Hughes. Questa volta i protagonisti sono Buddha, Confucio e Socrate. Te la consiglio perché, citando una delle interviste presenti nella serie, oggi l’uomo ha il potere di distruggere non solo tutte le civiltà, ma anche l’intero pianeta ed è quindi necessario attuare un grosso cambiamento della nostra mentalità. In quest’ottica, recuperare il pensiero di Buddha, Confucio e Socrate non è una questione di rilevanza, è una questione di sopravvivenza dell’uomo.

08 / Su Sky invece ho visto un film molto bello che ti consiglio: “Frantz” di François Ozon. Un film ambientato in una Germania del dopo guerra che oscilla tra il colore dei ricordi e il bianco e nero della vita reale. Qui due delle mie scene preferite.

Buon lavoro (e buon w.e.),
Jacopo