È Venerdì, mira in alto come gli arcieri del Machiavelli! 🎯


Buongiorno!
Oggi è Venerdì, ecco alcune cose che mi fa piacere condividere con te questa settimana:

Niccolò Machiavelli e perché pensare in grande:

All’inizio del 1500 Firenze e l’Italia stavano vivendo un momento di forte crisi fatto da Grandi Guerre che portarono Grandi Stati ad impadronirsi della penisola italiana “col gesso”. In questo scenario, nell’estate del 1513, Machiavelli scrisse “Il Principe”, un’opera nella quale tratta le caratteristiche dei principati e i metodi per mantenerli e conquistarli. Ogni pagina del Principe regala uno spunto di riflessione, ma c’è un passo in particolare che mi fa piacere condividere con te oggi. Riguarda l’importanza del pensare in grande e dice: «il saggio agirà come i più accorti arcieri i quali […] mirano molto più in alto del bersaglio non per raggiungere con la loro freccia tanta altezza ma per potere con l’aiuto di così alta mira, centrare il bersaglio». Te lo scrivo perché qualsiasi sia il lavoro che ti vuoi inventare, pensare in grande ti darà la forza e l’entusiasmo di cui hai bisogno per iniziare. E quando dico “in grande” non intendo “in grosso”. Non ti sto dicendo di aprire necessariamente una grossa azienda. Puoi anche lavorare in proprio come consulente o come freelance. Ma se pensi in grande avrai sempre un punto d’arrivo che ti guida. Magari non ci arrivi, ma almeno sai dove vuoi andare.

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Quattro motivi per pensare in grande (anche se rimani piccolo):

Più il tuo obiettivo è grande, più sarà facile coinvolgere le persone con cui raggiungerlo (generalmente nessuno vuole far parte di qualcosa di irrilevante).

Più pensi in grande più sarà facile attirare l’attenzione della stampa e dei media.

Più pensi in grande più sarà facile convincere gli investitori a credere nel tuo progetto e darti i fondi di cui hai bisogno.

Più pensi in grande più ammortizzi la “fatica” di inventarti il lavoro. Qualsiasi iniziativa imprenditoriale deciderai di intraprendere infatti, ti richiederà un grosso investimento di tempo, risorse ed entusiasmo. Quindi, tanto vale pensarla in grande.


Come il mercato valuta chi pensa in grande:

Nel delirio di uno scenario globale sempre più volatile e imprevedibile come quello con cui abbiamo a che fare oggi, il mercato sembra premiare le aziende capaci di pensare in grande. Questa la lista dei 10 unicorni (ovvero le aziende private con un valore superiore al miliardo), con la valorizzazione di mercato più alta. Se ci pensi è incredibile che un’azienda come Airbnb che esiste da dieci anni abbia una valorizzazione maggiore di un’azienda come Hilton che esiste da quasi cento anni. Trovi tutte le aziende sul sito del Wall Street Journal.


La mia intervista ad Alberto Damasso:

Su FIRED l’intervista a un imprenditore che sta pensando in grandissimo: Alberto Dalmasso, co-fondatore di Satispay, azienda che sta rivoluzionando il sistema di pagamento via smartphone. Parliamo di Innovazione, Venture Capital e “Next practice”.

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Altri link o cose interessanti che ho trovato in rete questa settimana:

01 / Nei primi tre mesi del 2018 la app più scaricata (con 45.800.000 download – ovvero più di Snapchat, Spotify, e Gmail combinati) è TikTok che permette di realizzare video musicali con la faccia deformata.

02 / Come vedere e scaricare tutti i dati che Apple, Facebook, Twitter, Instagram e Google hanno su di te (in pochi passaggi).

03 / Planet or Plastic? Sul National Geographic un report sull’impatto della plastica. Bellissimo.

04 / Come aveva promesso, a seguito dello scandalo dovuto all’arresto ingiustificato di due clienti di colore, questa settimana Starbucks ha chiuso 8.000 locali. Perdita stimata: circa 16,7 milioni di Euro, oltre a quelli derivanti dal danno di immagine.

05 / A Londra da questa settimana è possibile lasciare la mancia a chi suona in strada attraverso una app.

06 / Le 100 persone più creative in Business del 2018 secondo FastCompany.

07 / Una delle più grandi B-Corporation al mondo, Ben & Jerry, ha lanciato un progetto di ‘carbon credits’ basato su BlockChain per compensare le emissioni di CO2 dei propri gelati.

Buon lavoro (e buon w.e.),
Jacopo