È Venerdì, posizionati come i GhostBusters! 👻


Buongiorno!
Oggi è Venerdì, ecco alcune cose che mi fa piacere condividere con te questa settimana:

I Ghostbusters e l’importanza di avere un posizionamento unico.

Immagina di essere a New York, nel 1984, ogni mercato sembra già essere stato esplorato e ogni bisogno soddisfatto. Come poter creare qualcosa di nuovo? Come ritagliarsi un posizionamento unico e profittevole? Difficile, forse impossibile. Ma non per tre dottori di ricerca universitari in parapsicologia che riescono a costruirsi la loro nicchia all’interno di un mercato in forte crescita, quello degli acchiappa-fantasmi. Inventano nuove tecnologie all’avanguardia come lo zaino protonico e le ghost-traps. Si creano un posizionamento unico e distintivo e un’immagine riconoscibile. E in breve tempo diventano l’unica risposta alla domanda “Who ya gonna call?” ogni volta che qualcuno trova un uomo invisibile nel suo letto o c’è qualcosa di strano nel vicinato. Non hanno concorrenza. Non sono un’alternativa alla polizia. Non sono un’alternativa ai vigili del fuoco. Inventano un’attività che solo loro possono fare e il nome Ghostbusters è sulla bocca di tutti. Ti ho raccontato questa storia perché qualsiasi sia la tua attività, è importante che tu abbia un posizionamento chiaro e, per quanto possibile, unico. Così che ogni volta che il tuo cliente target ha un problema tu sarai la prima persona che gli viene in mente e che quindi chiamerà.

Leggi altre storie qui.


Punta ad essere un ‘Go To’ professionista!

Nella lingua inglese c’è un termine molto bello: “Go To”. Un termine che può essere applicato a una persona (“Go To Person”) o a un’azienda (“Go To Company”) o a un politico (“Go To Politician”), e indica la persona migliore per risolvere un problema specifico. Per esempio, in un’azienda il “Company’s go-to guy for new ideas” è quello cui tutti fanno riferimento quando serve una nuova idea. Avere un posizionamento così specifico ti aiuta molto perché, un po’ come i Ghostbusters con i fantasmi, diventi l’unico riferimento sul mercato per risolvere un determinato problema e quindi tutti si rivolgono a te (= comprano il tuo servizio o prodotto).

Il modo migliore per avere questo tipo di posizionamento è ovviamente trovare un bisogno di mercato reale e profittevole, inventarsi un servizio o prodotto per soddisfarlo e poi fare una comunicazione costante e mirata. Così che alla domanda “Who ya gonna call?” tutti penseranno a te. In alternativa se, come nella canzone di George Jones, il tuo telefono non suona saprai che è il tuo cliente che sta chiamando qualcun altro.


La mia intervista alla Plant Sitter Valentina Paracchi:

A proposito di persone che si sono inventate un lavoro unico, su FIRED l’intervista a Valentina Paracchi che dopo aver perso il proprio lavoro di marketing manager ha colto l’occasione per coltivare le proprie passioni e trasformarle nella propria professione: La Plant Sitter. Parliamo di disciplina e costanza, formazione, donne e passioni.

Leggi qui altre interviste.



Altri link o cose interessanti che ho trovato in rete questa settimana:

01 / Sull’HBR un altro studio che dimostra che gli uffici open space sono una fregatura. Diminuiscono la produttività, riducono le interazioni e aumentano le distrazioni e la possibilità di ammalarsi. Tanto che il 60% delle persone che ci lavora non è contenta.

02 / Come il sogno americano è cambiato, generazione per generazione.

03 / Se ti piacciono i font (e a me piacciono molto) devi vedere questo sito.

04 / Se invece ti piace (o devi) costruirti il sito in HTML5, qui trovi un template a settimana gratuito.

05 / Secondo l’Economist frequentiamo al massimo 25 posti regolari.

06 / I rifiuti elettronici, detti “e-waste”, stanno aumentando vertiginosamente. In America si producono 6,9 milioni di tonnellate di e-waste ogni anno (l’equivalente di 400 iPhone per ogni famiglia americana). Nel 2021 si arriverà a 57 milioni di tonnellate in tutto il modo, di cui solo il 20% verrà riciclato. Questa è una grossa minaccia ma (come sempre) anche una grande opportunità perché gli e-waste sono pieni di oro. Per farti capire la portata, l’equivalente dell’oro buttato via nei rifiuti elettronici è pari al 10% di tutto l’oro estratto. Quindi chi trova il modo di riciclare l’e-waste, trova una miniera.

Buon lavoro (e buon w.e.),
Jacopo

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