È Venerdì, fai i soldi come Paul & John! 💰


Buongiorno,
Oggi è Venerdì, ecco alcune cose che mi fa piacere condividere con te questa settimana:

Un’ispirazione: Paul, John e l’importanza della sostenibilità economico-finanziaria.

Nel 1964, i Beatles erano già molto ricchi e famosi, tuttavia un pomeriggio Paul McCartney e John Lennon si ritrovarono per scrivere una nuova canzone e, per darsi la giusta motivazione, Paul disse a John: «Ok, oggi scriviamo una piscina!». E dopo tre ore scrissero “Help!”. Ovviamente i Beatles non scrivevano canzoni solo per fare soldi (o comprarsi piscine…), ma i soldi erano una delle leve che li spingevano a fare bene il loro lavoro. E avevano ragione, perché se canti gratis è un hobby, se invece vieni pagato per cantare è un lavoro. Quindi qualsiasi sia la tua attività è importante che sia sostenibile anche da un punto di vista economico, ovvero che abbia alla base un chiaro modello di ricavi. Da un punto di vista finanziario infatti, gestire un’azienda è abbastanza elementare. Prima o poi, le entrate devono essere maggiori delle uscite. Altrimenti è molto probabile che l’azienda, prima o poi, fallisca.

Leggi altre ispirazioni qui.


Ok, ma dove trovo i soldi per partire?

Quando stai lanciando la tua attività ci sono 6 modi per raccogliere i soldi.

1) Bootstrapping: Ovvero finanzi da solo la tua iniziativa. Strada che, a meno che non ti servano cifre molto importanti, consiglio sempre. Tieni conto che Airbnb è partita così, vendendo cereali per finanziarsi i costi di start up.

2) Crowdfunding: Il crowdfunding è un’ottima forma di finanziamento, perché permette contemporaneamente di raccogliere fondi, farsi pubblicità e creare una base di clienti, senza indebitarsi o cedere parte della società. Te lo consiglio vivamente. Trovi alcune piattaforme di crowdfunding qui.

3) Finanziamento tramite capitali terzi: Ovvero raccogli soldi da altre persone (fondi di investimento, venture capital, business angels e così via – ne trovi un po’ qui) che investono soldi nel tuo progetto in cambio di una parte di una quota della società. A meno che non ti servano (veramente) ingenti capitali, ti sconsiglio di optare subito per questa strada. Quando un’azienda raccoglie troppi soldi troppo presto, i fondatori perdono il loro coinvolgimento e diventano un gruppo di manager ben pagati con giusto qualche stock option. Smettono di essere imprenditori e diventano impiegati. E quando questo accade, il più delle volte le aziende falliscono.

4) Debito: Ovvero, chiedi soldi a una banca con la promessa di darglieli indietro nel tempo e con gli interessi. È una soluzione percorribile (soprattutto come StartUp Innovativa che ha spesso interessi agevolati) ma che rischia di appesantire molto la tua azienda e quindi non ti permette di avere la flessibilità necessaria per rispondere ai cambiamenti del mercato.

5) Fondi e Bandi: In Rete trovi molti bandi promossi da istituzioni o privati a supporto dell’imprenditoria che ti permettono di ricevere consulenze, prestiti a tasso zero o contributi a fondo perduto. Può essere una strada molto valida, con l’unica controindicazione che spesso partecipare a un bando richiede molto tempo per preparare la presentazione e raccogliere tutti i documenti necessari senza, ovviamente, avere la certezza di vincerlo.

6) Clienti: Questa è una forma di finanziamento a metà strada tra il bootstrapping e il crowdfunding. Trovi un cliente cui vendere il tuo prodotto o servizio ancor prima di averlo realizzato e quindi prima di aver sostenuto i costi per svilupparlo. Bill Hewlett e Dave Packard iniziarono la loro attività così. Fondarono la Hewlett& Packard con un investimento iniziale di soli 538 dollari, ma il loro primo cliente fu Disney, che permise loro di crescere esponenzialmente con il crescere del mercato.


Un libro: The Lean Startup

Questa settimana ho riletto “The Lean Startup” di Eric Ries, un libro che introduce alcuni concetti chiave che ogni imprenditore dovrebbe conoscere. Primo fra tutti quello di MVP, ovvero “Minimum Viable Product”, che in italiano potrebbe essere tradotto come il prodotto minimo funzionante, ovvero un prodotto con le caratteristiche indispensabili per essere introdotto nel mercato e fare un test della propria idea. Trovi le mie note sul libro qui.

Trovi altri libri che ho letto (con relative note) qui.


Una storia: La mia intervista a Licia Florio

Su FIRED la mia intervista a Licia Florio, imprenditrice, stilista e artista. Se dovessi riassumere la sua vita professionale in due parole, sceglierei Passione e Bellezza. Passione perché ogni sua iniziativa imprenditoriale è nata da una sua passione. La bellezza invece, perché è il fil rouge di ogni suo progetto. Dalla moda allo Yoga.

Leggi altre storie di persone che si sono inventate il lavoro qui.


Altri link o cose interessanti che ho trovato in rete questa settimana:

01 / Per il secondo anno di seguito (l’anno scorso era uscita la recensione del mio libro “L’impresa Concentrica”) l’Harvard Business Review ha recensito un mio libro. Quest’anno è “Inventati il lavoro”.

02 / A dieci anni dalla crisi, Banca Etica pubblica il gioco Borsopoly: quanto ne sai della crisi?

03 / Sul sito del World Economic Forum trovi un report molto dettagliato sul futuro del lavoro. Mentre qui trovi i 5 modi per vincere come lavoratore nell’era dei robot.

04 / Uber ha lanciato il suo nuovo logo. Può piacere o non piacere. Quello che lascia senza parole è la cura che ci hanno messo nel farlo (guarda qui). Altra cosa interessante è che Uber, come del resto stanno facendo sempre più aziende, ha un proprio studio di design interno. Questo per dirti quanto è importante il design per le aziende tecnologiche.

05 / Un reportage su come vengono distribuiti i rifiuti in sei differenti città (Jakarta, Tokyo, Lagos, New York, São Paulo e Amsterdam).

06 / L’avvocato ai tempi dell’intelligenza artificiale: Donotpay (start up fondata da un diciannovenne) e Atrium che ha appena raccolto 65 milioni di investimenti.

07 / Sul New York Times: Losing Earth: The Decade We Almost Stopped Climate Change.

08 / Come è noto, Jack Ma ha dato le dimissioni da Alibaba per dedicarsi ad attività filantropiche. E non è l’unico. In America si sta diffondendo sempre di più un movimento, chiamato FIRE (che sta per Financial Independence, Retire Early) fatto di giovani che rinunciano alla vita in stile American Dream per ritirarsi a 30 o 40 e godersi una vita più frugale ma meno stressante.

09 / È uscito il “2019  Trend  Report  For  Journalism,  Media  &  Technology”, curato dal Future Today Institute. Lo trovi qui. Parla di Media, Blockchain, AI e tutte le innovazioni che stanno ridisegnando il mondo.

10 / Oltre alla FOMO, esiste anche la JOMO, ovvero la Joy Of Missing Out, la gioia derivante dallo stare sconnessi. Una ricerca di Google, ha rilevato i motivi per cui gli smartphone ci stressano così tanto. La puoi leggere qui.

Buon lavoro (e buon week end),
Jacopo