“Il successo si misura nella capacità di passare da un fallimento a un altro senza perdere l'entusiasmo.”

- W. Churchill

#61: È venerdì, domandati come stai andando come Ed Koch! 🗽

Buongiorno!
Tengo molto a questa newsletter. Eppure non avevo mai fatto una campagna per promuoverla. È sempre cresciuta organicamente grazie al passaparola.

Qualche settimana fa ho provato a fare una campagna di una settimana su Facebook, Twitter e Instagram. Risultato: Un clamoroso Epic Fail. Davvero, in quella settimana ho avuto meno iscritti della media.

In compenso settimana scorsa, grazie al lancio di FIRED, gli iscritti a questa newsletter sono cresciuti più del triplo della media. Il che mi ha fatto pensare che il “vecchio” passaparola unito a contenuti curati, sia ancora il modo migliore per promuovere i propri progetti.

Conclusione: una tua condivisione vale molto di più di un sofisticato algoritmo di Facebook.

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Ed Koch e l’importanza di domandarsi come si sta andando.

Nel 1977 New York stava vivendo un periodo buio. Problemi finanziari, criminalità alle stelle, peggioramento della qualità della vita e strade invase da gang criminali in stile “Guerrieri della Notte”. Il 1977 però è anche l’anno delle elezioni per il nuovo sindaco di New York e a vincerle è un ex avvocato del Bronx di nome Ed Koch. Con lui alla guida della città le cose cambiano radicalmente e alle successive elezioni, nel 1981, Koch vince con il 75% dei voti per poi vincere ancora nel 1985 con il 78% di voti. Come ha fatto? Semplice, non ha mai perso il contatto con i cittadini. Ed Koch aveva infatti una buona abitudine, che penso dovrebbe avere anche qualsiasi amministratore o imprenditore. Ogni tanto usciva dal suo ufficio e passeggiava per le strade della Grande Mela chiedendo alle persone: «Come sto andando?». Una semplice domanda che gli permetteva di rimanere sempre in contatto con i suoi cittadini e capire i loro bisogni. Anche se non fai il politico, il tuo lavoro è comunque legato alle persone e il modo migliore per capire se stai funzionando come professionista è parlare con tutte le persone che sono coinvolte dal tuo lavoro.

Leggi altre ispirazioni

5 domande per capire se un’idea funziona:

Un po’ di tempo fa, sono stato a una conferenza dove un manager di Amazon ha esposto il processo interno per la proposta e la selezione di nuovi prodotti o progetti da lanciare.

La premessa è molto semplice (e condivisibile): “Start with the customer and work backwards”, ovvero non partire dal prodotto o dalla tua idea, ma parti dal mercato e da un reale bisogno che puoi soddisfare. Da cui le 5 domande cui ogni prodotto deve rispondere ancor prima di essere proposto:

1) Chi è il cliente?
2) Qual è il problema o l’opportunità per il cliente?
3) Il principale beneficio per il cliente è chiaro?
4) Come fai a sapere cosa il cliente vuole o di cosa ha bisogno?
5) Come sarà l’esperienza del cliente?

Una volta risposto a queste tre domande, ci sono altri due documenti da produrre:

A) Il comunicato stampa per il lancio del prodotto.
B) Le FAQ

Sono tutti passaggi importanti, ma in particolare, scrivere le FAQ in anticipo penso sia un’idea molto utile per mettersi nella testa del consumatore.

Un documentario: Black Sheep.

“Volevo essere amato. Volevo sentirmi amato. E così sono diventato amico dei mostri.”

“Black sheep”, candidato agli Oscar 2019, racconta l’adolescenza di Cornelius Walker un ragazzo di colore la cui vita cambia quando i genitori lasciano Londra per trasferirsi nell’Essex. Qui Cornelius scopre una realtà molto diversa da quella sperata dai suoi genitori e molto più simile a quella da cui i suoi genitori stavano cercando di scappare. Una realtà fatta di bianchi che odiano i neri. Che li prendono in giro, li insultano e li picchiano. Dopo l’ennesimo episodio di violenza, per farsi accettare dai suoi coetanei bianchi, Cornelius decide di diventare come loro. Si trasforma nel corpo e nel carattere. Una sera, esce con i suoi nuovi amici bianchi. Vuole essere uno di loro, e per dimostrarglielo picchia uno sconosciuto. Gli tira pugni e calci in faccia fino a lasciarlo per terra agonizzante. Quando gli chiedono se si sente in colpa, Cornelius risponde: “Sì mi sono sentito in colpa. Ma mi sono anche sentito accettato”. Il documentario mette in luce come spesso il problema della violenza non è solo la violenza in sé, quanto la sua vitalità. La sua capacità di generare violenza. Perché in un contesto di violenza l’unico modo per essere accettati è essere violento. Essere violenti insieme.

Guarda il documentario

Un grafico che ho trovato in Rete.

Perché le persone si pentono degli acquisti che fanno? Per questi motivi.

Sette link o cose interessanti che ho trovato in rete questa settimana.

Aziende innovative.

È uscita la classifica delle 50 aziende più innovative del 2019 secondo Fast Company. Al primo posto la cinese Meituan Dianping. Leggi la classifica

Report sulla felicità.

Un report molto accurato sulla felicità nel mondo. Spoiler: L’Italia è al 47° posto della classifica dei Paesi più felici. Ma la cosa che preoccupa maggiormente è che l’Italia è tra i 25 Paesi con il tasso di decrescita della felicità più alto al mondo. Ovvero non solo siamo infelici ma siamo anche sempre più infelici. Leggi il report

L’importanza del sonno.

Da quando sono diventato padre una delle cose che più mi manca è il sonno. In questo articolo, Matthew Walker racconta perché dormire bene è la cosa migliore che tu possa fare per la tua salute. Leggi l’articolo

Le 7 caratteristiche di un logo che funziona.

Paul Rand è stato uno dei più grandi designer del Novecento. Ha creato loghi per IBM e NeXT, in questo articolo le sette caratteristiche che un logo deve avere per funzionare. Leggi l’articolo

Tende per respirare.

Nel 2020 Ikea lancerà “Gunrid” delle tende per casa che utilizza la fotosintesi per eliminare l’inquinamento dell’aria negli ambienti chiusi. Leggi l’articolo

Lettere di fine/inizio anno.

Tra le varie lettere di fine e inizio anno, questa di Bill e Melinda Gates merita. Da quanto è giovane la popolazione africana a quante città verranno costruite nei prossimi 40 anni, la lettera racconta le nove cose che hanno sorpreso di più i coniugi Gates. Leggi la lettera

Una vita senza plastica.

Vivere senza plastica è molto difficile (soprattutto quando si hanno figli…), ma è fattibile. Sul New York Times una guida alla vita senza plastica. Leggi l’articolo


Muri Filosofici.

Sui camper di Milano. #murifilosofici

Dal mio daily blog.

Ogni giorno scrivo un breve post (di massimo 200 parole) su vita, lavoro e altre cose interessanti. Qui una selezione di quelli scritti questa settimana, trovi tutti i miei post su: jacopoperfetti.com/blog oppure sul mio canale instagram.

Arte e Vita.

Il mio esame di filosofia estetica si è aperto con una discussione sul rapporto tra Arte, intesa come rappresentazione, e Vita, intesa come realtà. È la rappresentazione a influenzare la realtà? O è la realtà a influenzare la rappresentazione? È una domanda che… Leggi il post

Marvel.

Nelle ultime due settimane ho visto due film basati su fumetti Marvel. “DeadPool” e “Venom”. E con questi penso di aver visto tutti i film dell’Universo Marvel. Bill Cosby disse che non sapeva quale fosse… Leggi il post

La qualità è la nuova celebrità.

Settimana scorsa ho letto un’intervista all’attore Francesco Mandelli che si concludeva così: Oggi essere famoso non è figo. Lo si può ottenere facilmente con Internet e una buona idea. Oggi realmente figo è… Leggi il post


Su FIRED: L’intervista a TvBoy.

Questa settimana per FIRED ho intervistato l’artista (nonché mio caro amico) Tv Boy. Ho conosciuto Salvatore (che ai tempi si firmava “Crasto”) il 29 Settembre 2003 in occasione della nona edizione dell’Illegale Art Show. Da allora abbiamo condiviso molti progetti e momenti di vita. Abbiamo festeggiato il nostro compleanno (siamo nati lo stesso giorno…) in giro per il mondo, abbiamo realizzato murales, curato campagne di comunicazione e pubblicato cataloghi. Negli ultimi sedici anni, Salvatore, è cresciuto e maturato molto, sia come artista sia come professionista. Oggi espone in tutto il mondo, collabora con Brand e aziende, provoca e fa parlare di sé con i suoi interventi di street art e on line è seguito da centinaia di migliaia di persone. La sua arte è una sperimentazione continua di linguaggi comunicativi. Mixa street art, neo pop, satira, illustrazione e advertising. E grazie a questo “miscuglio creativo” è riuscito a creare uno stile unico e un brand internazionale: Tv Boy.

Leggi l'intervista

Buon lavoro (e buon w.e.),
Jacopo