“Non esiste alcuna sicurezza ad eccezione della sicurezza in se stesse.”

- Madonna

#62: È venerdì, vai contro tutto e tutti come George Sand! ♀️

Buongiorno!
Qualche anno fa ho letto su un muro questa scritta: “I maschi al bar, sfogano a parole la loro invidia per le donne”. È una frase divertente, ma che nasconde un fondo di verità. Perché è vero che il passato e il presente del mondo sono maschili, ma sono abbastanza sicuro che il futuro sarà anche, se non soprattutto, femminile.

Lo penso perché il futuro sarà multitasking, e le donne sono di natura più portate al multitasking degli uomini. Lo penso perché il futuro sarà complesso, e le donne hanno una mente più complessa di quella degli uomini. Lo penso perché il futuro sarà (spero) di pace, e la guerra è fatta, pensata e promossa dagli uomini. Lo penso perché nel futuro dovremo pensare fuori dagli schemi, e le donne lo hanno dovuto fare per secoli perché qualsiasi schema era al maschile.

E infine lo penso perché nel futuro dovremo prenderci cura di quello che abbiamo (il nostro pianeta in primis), e se l’uomo ha la propensione a distruggere quello che lo circonda (fin dai tempi del “Mors Tua Vita Mea”), la donna ha invece la propensione a prendersene cura (fin dai tempi in cui partorire voleva spesso dire “Vita Tua Mors Mea”).

INTANTO, IL PRESENTE È QUESTO.

George Sand e l’importanza di andare contro tutti e contro tutto.

George Sand è stato uno degli autori francesi più prolifici del diciannovesimo secolo. Scrisse centinaia di romanzi, novelle e drammi teatrali che furono apprezzati e celebrati da molti esponenti della cultura francese del tempo. Tuttavia, per tutta la sua vita, Sand dovette combattere contro un ordine sociale, morale e culturale che lo avrebbe condannato a vivere ai margini della società. Perché in realtà, George Sand si chiamava Aurore Dupin e non era un uomo, ma una donna. Una donna che si vestiva come un uomo, si firmava come un uomo e si faceva ritrarre come un uomo. Come scrittrice, Aurore usò se stessa e le sue opere per innalzare le donne dalla posizione abbietta cui la società le aveva condannate. Non era una femminista. Era una donna appassionata che ebbe il coraggio di andare contro tutti e tutto pur di seguire la propria passione.

Leggi altre ispirazioni

Le donne e il mondo del lavoro:

A livello globale, oggi le donne guadagnano in media il 23% in meno degli uomini e nel mondo lavora solo il 49,6% delle donne, contro il 76,1% degli uomini.

In America, i dirigenti delle prime 100 aziende quotate a Wall Street sono per l’82% uomini, percentuale che sale a quasi il 90% nelle 150 principali aziende tecnologiche.

Nel mondo, se guardiamo ai profili Executive nelle aziende quotate gli uomini guadagnano circa il 70% in più con picchi fino al 130%.

Se invece guardiamo il contesto politico europeo, sono pochissimi i Paesi con a capo del governo una donna e le donne che in Europa ricopre cariche politiche raramente supera il 25%.

In Italia infine, solo il 26% delle donne ricopre cariche manageriali, c’è un gender pay gap del 23% e solo il 21,8% delle imprese italiane è guidato da donne. Oltre al tema molto delicato della maternità. Le donne senza figli occupate sono il 71%, percentuale che scende al 62% dopo il primo figlio e al 53% dopo il secondo.

Un documentario: Explained.

“Il divario salariale non è un problema solamente femminile. È familiare. Le donne hanno tutto il diritto di essere madri senza essere penalizzate al lavoro.”

Explained è una docuserie che spiega fenomeni complessi in modo semplice. Ogni episodio dura poco più di 15 minuti e tratta un argomento specifico. Dalla crisi dell’acqua al perché usiamo sempre più spesso i punti esclamativi (bellissimo!). Passando per la vita extraterrestre, l’immortalità e il gender pay gap. La puntata sulla differenza di salario tra uomini e donne in particolare, propone molti dati e racconta molte storie interessanti. Come quella di un articolo del 1980 su come decorare la propria scrivania di lavoro che si usa ancora oggi: Se sei un uomo e hai una famiglia, riempi il tuo ufficio di foto dei tuoi figli, perché così la gente penserà che si può fidare di te. Ma se sei una donna e hai dei figli, non appendere foto della tua famiglia nel tuo ufficio, perché altrimenti le persone penseranno che non riesci a concentrarti sul lavoro.

Guarda il trailer

Un grafico che ho trovato in Rete.

Donne, futuro e imprenditoria.

Sette link o cose interessanti che ho trovato in rete questa settimana.

Report sul lavoro in Italia.

Settimana scorsa è uscito l’ultimo report dell’Istat sul lavoro in Italia. Crescono la sottoccupazione (un milione di persone ha lavorato meno ore di quelle per cui sarebbe stato disponibile) e la sovraistruzione (5,6 milioni di persone fanno un lavoro per il quale sono troppo qualificate e in cui le competenze non vengono quindi sfruttate nel modo migliore). Leggi il report

Il week end è una vacanza.

La newsletter che stai leggendo la scrivo generalmente di Domenica e, devo ammetterlo, mi capita di lavorare anche durante il week end. Lo faccio anche se so che sarebbe meglio non farlo. In questo studio perché non dovremmo lavorare durante il week end e quali sono i benefici di considerare il week end come una vacanza. Leggi l’articolo

Lo smartphone in vacanza.

Ok, lavoro durante il week end, però sto cercando di ridurre il più possibile l’utilizzo dello smartphone, soprattutto in vacanza. In questo studio, trovi le abitudini digitali degli Americani (ma penso siano molto simili alle nostre) in vacanza. Da quante volte controllano lo smartphone al giorno (tra le 80 e le 300 volte) a quanti si lasciano distrarre in continuazione. Leggi l’articolo

Il senso della vita (a 97 anni).

In questo breve documentario, il filosofo novantasettenne Herbert Fingarette parla del senso della vita e prova a dare una risposta alla domanda: “What is the point of it all?”. Guarda il documentario

Strumenti che cambiano la vita (professionale).

Settimana scorsa Product Hunt ha chiesto alla sua community di Freelancer quali fossero gli strumenti on line che più hanno cambiato la loro vita professionale. Questi gli undici più votati. Leggi l’articolo

Buone abitudini.

Sul New York Time, 8 cose che puoi fare per avere più cura del pianeta. Leggi l’articolo

Imparare dai giganti.

Masterclass me lo ha suggerito un mio amico. È una piattaforma on line dove per 200 dollari puoi seguire corsi dai i più grandi del settore. Puoi studiare economia con Paul Krugman, chitarra con Tom Morello, scrittura con Malcom Gladwell, recitazione con Helen Mirren e cinema con Ron Howard (o Martin Scorsese). Impara


Muri Filosofici.

Sui muri di Milano. #murifilosofici

Dal mio daily blog.

Ogni giorno scrivo un breve post (di massimo 200 parole) su vita, lavoro e altre cose interessanti. Qui una selezione di quelli scritti questa settimana, trovi tutti i miei post su: jacopoperfetti.com/blog oppure sul mio canale instagram.

Ipocondria mediatica.

Riceviamo sempre più informazioni, da sempre più fonti e sempre più spesso. A volte in tempo reale, altre volte con poche ore di distanza dall’accaduto. Se da una parte questo è positivo, perché ci permette di osservare il mondo da più punti di vista, dall’altro rischia di… Leggi il post

Meglio un disastro che un deserto.

Una delle mie frasi preferite del filosofo francese Alain Badiou è: “Mieux vaut un désastre qu’un désêtre”. Non so esattamente cosa voglia dire (anche perché non parlo molto bene il francese…), ma l’interpretazione che le ho sempre dato io è… Leggi il post

La paura della luce.

Quando uno dei miei due figli mi dice che ha paura del buio penso a questa frase di Platone: “Dovremmo perdonare a un bambino la sua paura del buio; la vera tragedia nella vita è quando… Leggi il post


Su FIRED: L’intervista a Giulia Buffa.

Sant’Agostino scriveva che il mondo è un libro e coloro che non viaggiano ne leggono solo una pagina. Ed aveva ragione. Viaggiando si conoscono nuove persone e nuovi modi di fare le cose, si ha la possibilità di vedere la propria vita quotidiana da una prospettiva differente e avere nuove idee. Nella vita di Giulia, il viaggio ha un ruolo fondamentale. Dopo la maturità lascia la sua città, Firenze, e inizia a viaggiare in giro per il mondo. Parte inizialmente alla volta di Parigi, poi Valencia e Glasgow, per poi trasferirsi prima a Jaipur in India e poi a Berlino. Nei suoi viaggi Giulia si rende conto di quanto sia importante conoscere il quartiere dove si abita e, soprattutto, le persone che lo abitano. Così, la prima cosa che fa ogni volta che arriva in una nuova città, è bussare alle porte dei vicini e diventarne amica. Con questo spirito, nel 2018 fonda “vicinimiei.it”, un social network di quartiere che mette in contatto gli abitanti del vicinato e che ad oggi ha già coinvolto più di 200 quartieri a Milano.

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Buon lavoro (e buon w.e.),
Jacopo