Grazie a Dio [Degli Sbatti] è Natale

Scritto il 12 Dicembre 2012

Finché regna la violenza l’aiuto può essere rifiutato
e quando non regnerà più, non sarà più necessario.
Dunque non chiedete aiuto, ma eliminate la violenza.
Aiuto e violenza formano un tutto.
E il tutto deve essere cambiato.
Bertolt Brecht,
“Das Badener Lehrstück vom Einverständnis”


Parafrasando un giunchigliano Freddie Mercury grazie al Dio [Degli Sbatti] è Natale. E a Natale fare beneficenza, ci sta. O meglio, sicuramente male non fa. Ma il carosello mediatico del testimonial che da una parte cerca di inquinarci la mente con la sua televisione spazzatura e dall’altra pensa di fare del bene al mondo invitandoci a dare due euro per pulirsi la coscienza è un’ipocrisia che non ha più motivo d’essere.
Oggi il pensiero vale più del denaro. Stravolgendo Engels e la sua oncia di azione, un’oncia di pensiero oggi vale più di una tonnellata di denaro. Il denaro è oggettivo, e l’oggettività è troppo banale per durare a lungo. Il pensiero invece è unico. Richiede tempo, sforzi e una concreta volontà di cambiare le cose.
Per Natale quindi non vi chiediamo di fare un’azione buona o una donazione generosa o, per parafrasare un cotonatissimo George Michael, di dare il vostro cuore. Vi chiediamo un pensiero. Vi chiediamo di dedicare due minuti al giorno per pensare a quello che potete realmente fare per eliminare la violenza dalla vostra vita quotidiana.
Citando Brecht, la violenza è quotidiana e ci riguarda tutti. Anche senza accorgercene sono molte le azioni che ogni giorno facciamo e che, volontariamente o no, generano violenza. Le conseguenze stesse della nostra vita privilegiata da occidentali sono una violenza per il resto del mondo. Ed è importante averne almeno la consapevolezza.