Il tempo per pensare.


“All of humanity’s problems stem from man’s inability to sit quietly in a room alone.”
– B. Pascal

Secondo uno studio pubblicato da Timothy Wilson su Science, le persone preferirebbero ricevere delle scariche di Elettroshock piuttosto che stare da soli con i propri pensieri. Evitiamo tutto quello che ci metterebbe nella scomoda situazione di stare da soli con i nostri pensieri. Non ci annoiamo. Cerchiamo di riempire ogni vuoto con il nostro cellulare. E siamo sempre alla ricerca di qualcosa di rapido e indolore che attiri la nostra attenzione.

Non ci concediamo più il tempo di pensare. Ci sta. È espressione della società e dei tempi che viviamo. Tempi in cui vogliamo fare più che pensare. Vogliamo condividere i nostri pensieri ancora prima di averli pensati. Tuttavia è un sistema che non lascia spazio al ragionamento. Non lascia spazio a quello che Daniel Kahneman, nel suo libro “Pensieri lenti e veloci”, chiama Sistema 2, ovvero quella parte del cervello più lenta, razionale e deliberativa che ci permette di trasformare i nostri istinti e le nostre intuizioni in idee strutturate e sensate.

A domani, Jacopo.

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