Francois Vatel e l’importanza di non essere troppo perfezionisti.


Sebbene abbia una tendenza al perfezionismo, devo ammettere che il perfezionismo allunga i tempi, non crea molta empatia e, soprattutto, è molto rischioso. Francois Vatel ne è un esempio. Conosciuto in tutta la Francia del 1600, Francois Vatel era un cuoco perfezionista, ai limiti del maniacale, che prestò servizio come maestro cerimoniere alla corte di Luigi II di Borbone, Principe di Condè e cugino del Re Sole, Luigi XIV. In occasione della rappacificazione fra Luigi II e il Re Sole, organizzò un sontuoso banchetto a base di pesce. Tuttavia il pesce non arrivò per tempo e, Vatel, sentendosi terribilmente in colpa, si suicidò.

Se ai tempi di Vatel era rischioso, oggi lo è ancora di più. Il mercato con cui abbiamo a che fare oggi è troppo dinamico per essere perfezionisti. Per chiudersi nelle proprie stanze a lavorare su un’idea e non buttarla sul mercato fino a quando non è perfetta. Perché il rischio è che quando noi siamo pronti, tutto è già cambiato.

Dall’altra parte però, oggi abbiamo Internet, la stampa 3D e la globalizzazione, e quindi è molto più facile lanciare sul mercato una versione più rudimentale della propria idea, fare qualche test, aggiustarla e ributtarla sul mercato migliorata (il celebre processo Build-Measure-Learn proposto da Eric Ries). Quindi qualsiasi sia la nostra idea, meglio spendere meno tempo a progettarla e più tempo a farla.

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