A di Ansia.


Come questo grafico mette in luce, l’ansia è il problema principale dei teenager americani. E, penso, anche quello di molti altri teenager in molti altri Paesi. È un dato preoccupante. Ma non è un dato che mi stupisce.

Tagliando la storia con l’accetta, se provassimo a dare una A per ogni decade, penso che dopo la A di Amore degli anni ’60 (penso alla Summer Of Love), quella di Anarchia degli anni ’70 (penso al movimento Punk), quella di Abbondanza degli anni ’80 (penso al capitalismo alla Wall Street) e quella di Apatia degli anni ’90 (penso al movimento Grunge) ecco che la nostra epoca si porta il gravoso fardello della A di Ansia che più di ogni altra emozione sembra scandire i ritmi frenetici delle nostre giornate.

L’ansia per un futuro sempre più incerto, l’ansia per delle relazioni sempre più superficiali, l’ansia per un lavoro sempre più precario. O anche solo l’ansia per la grande disillusione che stiamo vivendo. Disillusione per la politica, per i grandi valori del passato, per la fine della religione. E per tutto quello che un tempo riempiva i nostri vuoti.

A domani, Jacopo.

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