Cose che ci posseggono.


“The things you own end up owning you. It’s only after you lose everything that you’re free to do anything.”
― C. Palahniuk

Le cose che possiedi finiscono per possederti. È una (nota) frase presa dal romanzo di Chuck Palahniuk, Fight Club. Ed è una frase che penso ogni volta che faccio il cambio di stagione o faccio un trasloco. Mentre sono in mezzo a vestiti, oggetti e scatoloni mi rendo conto di come sia difficile liberarsi delle cose che possediamo. Anche se vorrei liberarmi di molto. Non di tutto. Ma sicuramente di molto. Alla fine non ce la faccio mai.

Il che mi fa pensare al concetto di libertà. Spesso confondiamo la libertà con la varietà. La libertà è un concetto qualitativo. La varietà è un concetto quantitativo. Il fatto che oggi abbiamo molte più cose e molte più scelte di un tempo, non vuol dire che siamo più liberi. Anzi, per quel che mi riguarda, più scelte ho e meno mi sento libero.

La libertà non è nell’avere, ma nel potersi permettere di non avere. Nel potersi permettere di liberarsi delle cose che abbiamo senza sentirsi male. Senza avere rimpianti.

Nel suo libro, Il paradosso della scelta, Barry Schwartz individua due lati oscuri di avere troppa libertà: 1) Troppa libertà produce paralisi. Quando abbiamo troppe scelte, alla fine non riusciamo a scegliere. 2) Troppa libertà ci rende costantemente insoddisfatti e delusi. Continuiamo a chiederci se abbiamo fatto la scelta giusta e ci concentriamo sui lati negativi della scelta che abbiamo fatto. Abbiamo troppe aspettative e questo ci rende delusi, in primis di noi stessi, pensiamo che sia colpa nostra, pensiamo che non siamo stati in grado di fare la scelta giusta.

Del resto funziona sempre così, quando scegliamo di fare o avere qualcosa, scegliamo anche di non fare o non avere qualcos’altro e generalmente quello che non abbiamo scelto ci sembra migliore di quello che abbiamo scelto.

A domani, Jacopo.