Trappola della disponibilità.


Leggendo questo articolo su Internazionale ho scoperto un concetto interessante: quello di «trappola della disponibilità». Ovvero la tendenza a sopravvalutare l’importanza di un evento e ritenerlo la causa di tutti gli avvenimenti, compresi quelli che hanno un’origine completamente diversa. Oggi non c’è evento più presente nella nostra mente della pandemia da Covid-19.

Il Covid-19 è un dramma. Qualcosa che ci riguarda tutti. Ma penso sia sbagliato  utilizzare il Covid-19 come scusa per giustificare qualsiasi avvenimento (dai licenziamenti alla crisi). Perché, come per tutto, quello che conta non è solo ciò che ci accade, ma anche il modo in cui reagiamo a ciò che ci accade.

Penso che oggi, ognuno di noi, sia chiamato a fare una scelta di campo: vedere il Covid-19 come una scusa per giustificare qualsiasi cosa di negativo gli sia accaduto oppure come un’opportunità per realizzare qualsiasi cosa di positivo potrebbe accadergli.

Personalmente scelgo senza dubbio la seconda strada. Perché, come giustamente sosteneva l’autrice di Frankenstein Mary Shelley quasi due secoli fa: inventare non significa creare dal vuoto. Significa creare dal caos. E oggi c’è tanto caos da cui partire.