Secondo il professore dell’Harvard Business School Arthur C. Brooks, ciò che rende soddisfacente il lavoro che facciamo dipende più da “chi” e “perché” lo facciamo piuttosto che da “cosa” facciamo. E, in particolare, il “chi” rappresenta per chi facciamo il nostro lavoro, quindi a chi siamo d’aiuto. Il perché invece riguarda ciò che Brooks chiama “successo appreso” ovvero sentirsi bravi nel proprio lavoro e di conseguenza realizzati.
Spesso giudichiamo e scegliamo il nostro lavoro da cosa facciamo. “Voglio fare l’avvocato o il medico…”. Quando invece la domanda giusta per trovare la propria professione non è “cosa vogliamo fare” ma, appunto “perché vogliamo farlo” e “a chi vogliamo essere d’aiuto”.