IO → IA → IO

Lunedì mattina ho avuto il piacere di aprire il Festival CarpInScienza con un intervento sul tema “COSTELL-AZIONI”, ovvero quel punto in cui la visione incontra l’azione.

Non è facile. Ma penso che, per affrontare un futuro del lavoro sempre più dinamico, complesso e guidato dalle macchine, gli studenti e le studentesse dovranno saper tenere i piedi ben ancorati a terra. Magari, però, non su questa terra.

Su una terra che scopriranno o costruiranno loro, unendo immaginazione e intraprendenza.

Dei sei consigli che ho condiviso con i ragazzi presenti in sala, questo è quello che più mi auguro per le nuove generazioni:

prima accendete il cervello, poi accendete l’IA.

Se usiamo prima la nostra intelligenza e poi quella artificiale, questa tecnologia diventa un detonatore della nostra creatività. La amplifica e la valorizza.

Se invece chiediamo alla macchina di porsi le domande al posto nostro, se le deleghiamo ogni processo cognitivo, la stessa tecnologia diventa un anestetico del nostro pensiero. Lo spegne e lo impoverisce.

La regola per mettere questa tecnologia al nostro servizio (e non il contrario) è sempre la stessa:

IO → IA → IO

Noi abbiamo l’idea, l’IA ci aiuta a darle forma, noi controlliamo quello che l’IA ha prodotto.