Manus, acquisita da Meta per oltre 2 miliardi, è una startup che ha raggiunto 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annui in 8 mesi dal lancio. Con solo 100 dipendenti. In pratica un milione di valore per dipendente, segnando un cambio di paradigma tipico del mondo delle startup basate su IA.
Per vent’anni infatti le startup hanno seguito un mantra preciso: cresci prima, guadagna poi.
Uber ha perso decine di miliardi di dollari prima di vedere il primo profitto. WeWork è implosa. Decine di “unicorni” si sono rivelati castelli di carta costruiti su PowerPoint e proiezioni ottimistiche.
Il successo si misurava in round di finanziamento raccolti, non in utili generati.
Le startup basate su IA invece stanno invertendo questo paradigma.
Profittevoli da subito. Con team ridottissimi. Senza dipendere dai venture capital.
Oltre a Manus ci sono:
- Base44: exit da 80 milioni dopo 6 mesi, 8 dipendenti, 1 solo socio, zero investimenti esterni.
- Gamma: 28 dipendenti, decine di milioni di ricavi annui, 50 milioni di utenti, subito profittevole.
- Midjourney: circa 100 dipendenti, oltre 4 milioni di dollari di ricavi per dipendente.
Per capire quest’ultimo dato: il benchmark “buono” per una SaaS è 250.000 dollari per dipendente. Coca-Cola ne fa 675.000. Midjourney fa 16 volte il benchmark SaaS.
L’IA permette a team ridottissimi di fare quello che prima richiedeva centinaia di persone.
Meno dipendenti. Meno costi fissi. Profittabilità immediata. Indipendenza dagli investitori.
Non a caso Sam Altman e Dario Amodei parlano già di “solo unicorn”: startup con un solo fondatore e una valutazione superiore al miliardo di dollari.
Per vent’anni abbiamo misurato il successo in capitali raccolti. Probabilmente il prossimo unicorno non sarà più un’azienda da miliardi di valutazione, ma un’azienda da miliardi di profitti. Con una sola persona al timone.