Come scrive Byung-Chul Han ne “La società della stanchezza”, «l’alienazione (Entfremdung) significa che il lavoratore non riconosce più se stesso nel lavoro e, secondo Marx, il lavoro è una continua de-realizzazione di sé. Oggi viviamo in un’epoca post-marxista. Nel regime neoliberale lo sfruttamento non avviene più come alienazione e de-realizzazione, bensì come libertà e autorealizzazione.»
Il lavoro può essere anche visto come un’occasione di reale realizzazione del sé. Come qualcosa di voluto e ricercato, e non subito.
Nell’ottica di Byung-Chul Han il lavoro viene comunque visto come una forma di sfruttamento e alienazione (più o meno consapevole). Tuttavia il lavoro può essere anche visto come un’occasione di reale realizzazione del sé. Come qualcosa di voluto e ricercato, e non subito. Quando nel 2015 stavo scrivendo “Inventati il lavoro” ho avuto l’occasione di conoscere molte persone che grazie al proprio lavoro hanno scoperto un talento che non pensavano di avere e sono quindi riuscite a realizzarsi non solo come professionisti ma anche come persone.