Solar Hippy.

In “All Watched Over By Machines of Loving Grace” lo scrittore americano Richard Brautigan scriveva, in pieno fermento Hippy: «Mi piace pensare (prima sarà, meglio è) a un pascolo cibernetica in cui animali e computer vivono insieme in una mutua armonia di programmazione, come acqua pura che tocca un cielo terso. Mi piace pensare (ora, vi prego!) a una foresta cibernetica colma di pini e materiali elettronici, dove i cervi passeggiano in pace tra computer, come fiori appena sbocciati. Mi piace pensare (sarà così) a un’ecologia cibernetica in cui ciascuno di noi è libero dal lavoro e torna alla natura, ritorna ai nostri fratelli e sorelle mammiferi, e tutti saremo sorvegliati da macchine d’amorevole grazia.»

Nessuna visione paranoica da Grande Fratello o capitalismo della sorveglianza. E nemmeno le visioni dispotiche alla Blade Runner. Solo un armonioso equilibrio tra uomini, macchine e natura.

Una concezione del futuro che non ha avuto poi molto “futuro” ma che viene ultimamente ripresa in concetti e correnti più contemporanee come quella del Solar Punk un movimento culturale e artistico che promuove una visione ottimista e progressista del futuro, con una particolare attenzione verso le energie rinnovabili e le nuove tecnologie sostenibili.