Nei primi anni del novecento, il britannico Joseph Henry Duveen è stato il primo a vendere status sociale in forma d’arte, secondo il principio per cui l’Europa possiede un sacco di beni artistici, gli USA un sacco di soldi e grandi case vuote e lui li faceva incontrare, monopolizzando così il mercato milionario del collezionismo americano con clienti del calibro di William Randolph Hearst, Henry E. Huntington, J.P. Morgan, Samuel H. Kress, Andrew Mellon e John D. Rockefeller.
È un principio che funziona nell’arte così come in qualsiasi settore con una formula semplice, alla base di molti dei modelli di business delle attuali Piattaforme Digitali stile Airbnb: si individua un bisogno di mercato (per Duveen era mostrare il proprio status sociale attraverso le opere, per Airbnb dormire fuori a un prezzo minore e vivendo una esperienza diversa dal solito), un fornitore che ha materia prima in abbondanza e non ancora valorizza (per Duveen erano gli artisti squattrinati europei, per Airbnb le seconde case inutilizzate) e un compratore disposto a pagare (per Duveen erano i ricchi americani, per Airbnb gli utenti della piattaforma).