Quando Internet sarà popolato soprattutto dalle macchine
Il traffico AI verso Shopify cresce e converte più della ricerca organica. Il web potrebbe essere progettato sempre più per agenti oltre che per persone.
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Il traffico AI verso Shopify cresce e converte più della ricerca organica. Il web potrebbe essere progettato sempre più per agenti oltre che per persone.
La pubblicità entra nel web degli agenti AI: brand e piattaforme iniziano a progettare messaggi e dati pensati per essere letti e scelti dai bot.
Cinque principi di GEO per rendere contenuti e siti più leggibili dalle IA: densità fattuale, dati strutturati, FAQ, autorevolezza e citabilità.
900 copie vendute in tre mesi autopubblicando su Amazon. L'editoria serve ancora, a patto che torni a selezionare per le idee e non per i follower.
Uno studente si abbona a un clone di ChatGPT senza accorgersene. Non si legge più, si clicca: e da questa tendenza nasce un intero modello di business.
Guida pratica 28%, scrittura 28%, ricerca di informazioni 21%. Le conversazioni non lavorative sono passate dal 53% al 73% in un anno.
Un'immagine generata in 30 secondi a costo zero contro una produzione con casting, location e troupe. Per il 70% delle campagne fa differenza?
Prompt cluster invece di parole chiave, risposta del chatbot invece di SERP. Ma sono decenni che non scriviamo più per gli esseri umani.
Un mese per aprire un conto corrente tra form rotti e appuntamenti contingentati. Le tecnologie veloci non servono se i processi restano lenti.
Da ChatGPT in poi le aspettative sono cambiate. Un assistente che non risponde nemmeno alle domande banali è solo un danno d'immagine.
Perplexity e ChatGPT search non cercano soltanto: analizzano e costruiscono il nostro profilo. Curare ciò che esce su di noi diventa essenziale.
Venti inserzioni nel diario scolastico di un bambino di terza elementare. Solo il 7% delle tasse va all'istruzione, meno degli interessi sul debito.
L'AI washing è la strategia di marketing che esagera l'uso dell'intelligenza artificiale in un prodotto per apparire innovativi.
Chi ha minimizzato Apple Watch, Netflix e iPhone ha perso il mercato. Le stesse frasi si sentono oggi sull'IA nella creatività e nell'advertising.
Il greenhushing è la strategia con cui le aziende nascondono i risultati di sostenibilità per paura di accuse di greenwashing.
Nel caso della campagna di Motorola utilizzare l'IA ha senso sia a livello tecnico si a livello concettuale.
Cosa resterà del lavoro "umano" dietro il settore dell'advertising? Resterà la regia. Resterà l'idea creativa. Resterà l'art direction.
Il Super Bowl Sunday è il principale avvenimento sportivo degli Stati Uniti, nonché la principale vetrina per gli spot pubblicitari. Inevitabilmente quest'anno, l'IA è stata protagonista di diversi spot.
Innovare a tutti i costi può essere rischioso: si perdono soldi, perché innovare costa, e, contemporaneamente si perde valore, perché il nostro target non apprezza l'innovazione che gli stiamo proponendo.
Gli NFT o la vita che raccontiamo attraverso i nostri video e le nostre foto, ci danno l'illusione di essere quello che vorremmo essere. Non perché lo siamo, ma perché pensiamo che chi ci guarda possa pensare che lo siamo.
Unione dei termini “Brand” e “Vandalismo”, “Brandalism” è un movimento anti-pubblicitario che promuove l’attivismo creativo per alterare e criticare le pubblicità aziendali.
Muro filosofico #53: “Mi piaci più delle Nike C3” una frase che ho trovato a CastelFrancoVeneto la sera dopo aver tenuto il mio TEDX.
(n.) Tendenza, tipica della Generazione Z, di rivivere la moda dei primi anni 2000 che si inserisce in un più ampio fenomeno di nostalgia per il passato e paura per il futuro.
All’inizio del 2000, le persone che nel mondo si dichiaravano credenti erano più dei tre quarti della popolazione. Oggi quel dato è vicino al 50% e, in un Paese su quattro, i nones sono la maggioranza.
Oggi abbiamo raggiunto un livello di consumismo talmente elevato e diffuso che le aziende stesse che ci propongono prodotti da acquistare ci invitano ad acquistarne meno.
Se da una parte le persone rendono i propri ritratti più artefatti e irreali, dall’altra grandi Brand e case di moda fanno di tutto per sembrare più genuini e reali.
Attraverso le nostre azioni online e offline potenzialmente un’azienda può conoscerci meglio di come noi conosciamo noi stessi e quindi offrirci sempre il prodotto o servizio giusto per noi, esattamente nel momento in cui cominciamo a sentirne il bisogno.
Il gruppo di consumatori che ritiene importante lo scopo del brand è del 50% maggiore rispetto al gruppo che lo ritiene "non importante".
Nei primi anni del novecento, il britannico Joseph Henry Duveen è stato il primo a vendere status sociale in forma d’arte.