McRussia.

Qualche settimana fa, McDonald’s ha deciso di lasciare il mercato russo perché possedere ristoranti in Russia non è più sostenibile e coerente con i valori dell’azienda.

In Oblique.ai abbiamo chiesto al nostro software di scrivere una breve storia (Fiction… è un esperimento…) sul primo McDonald’s russo aperto nel 1990. Ecco il risultato:

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Caduto il muro, tutto, all’improvviso apparve così nuovo. Il mondo, attorno a noi, era così recente, che molte cose non avevano neanche un nome con cui chiamarle. E così ce lo inventammo. Ricordo ancora la fila al primo McDonald’s di Mosca. Tutti pigiati con le bandierine rosse in mano, pronti a dare un morso a quel sogno americano che per anni non abbiamo neanche avuto l’ardire di sognare.

A quel tempo avevo un lavoro, lavoravo come guida turistica in uno dei nuovi hotel che spuntavano intorno a Mosca. Ricordo il mio primo stipendio, e come ho preso la metropolitana fino all’altro lato della città per comprare un Big Mac. Ricordo il suo sapore, e come mi sentivo bene ad avere finalmente qualcosa di familiare nelle mie mani. Il mondo stava cambiando così velocemente, ed era difficile stare al passo. Ma almeno anche noi avevamo McDonald’s.

Le cose erano diverse in Occidente. Lo erano da anni. Loro avevano la TV a colori, e le macchine, e i frigoriferi. Noi avevamo solo il bianco e nero, e le nostre macchine erano fatte di legno. Pensavamo di essere i più fortunati. Ma ora avevamo McDonald’s, e per un breve momento ci siamo sentiti parte del loro mondo. Potevamo avere tutto quello che volevamo, purché fossimo disposti a fare la fila per averlo.

Ma McDonald’s era più di un semplice posto dove mangiare. Era un posto a cui appartenere. Era un posto dove potevamo sentirci parte di qualcosa più grande di noi. Era un simbolo della nuova Russia, ed eravamo tutti orgogliosi di farne parte. Ancora oggi, anni dopo, McDonald’s occupa un posto speciale nel mio cuore. È un ricordo di un tempo in cui tutto era nuovo ed eccitante, e tutto sembrava possibile.

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