Eraclito oggi.

Dallo slogan “Siate realisti: chiedete l’impossibile.” degli anni Sessanta Settanta, allo “Stay Hungry Stay Foolish” di Steve Jobs, il lascito culturale e filosofico di Eraclito è ancora vivo e, molto probabilmente lo sarà sempre di più.

Alla base del pensiero di Eraclito vi è la contrapposizione tra la filosofia, da lui identificata come la verità (svegli – filosofi che sanno cogliere il nocciolo segreto delle cose) e la comune mentalità degli uomini, da lui ritenuta luogo di errore (i più – dormienti – non-filosofi).

Dei molti frammenti e detti lasciateci, due sono le sue teorie più celebri:

  1. La teoria del divenire cosmico, secondo cui il mondo è inteso come un flusso perenne in cui «tutto scorre» (panta rei) e per cui la forma dell’essere è il divenire poiché ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione.
  2. La teoria dell’unità dei contrari, secondo cui la legge segreta del mondo risiede nella stretta connessione dei contrari che lottano fra di loro ma non possono stare l’uno senza l’altro, in quest’ottica ciò che a prima vista può sembrare disordine e irrazionalità manifesta, ad uno sguardo più profondo, risulta essere armonia e razionalità. E dunque senza opposizione non ci sarebbe l’essere (concetto poi alla base anche della triade hegeliana).

Eraclito è quindi il filosofo dell’imprevisto unico luogo in cui possiamo essere veramente liberi di cogliere qualsiasi opportunità. Ma anche del cambiamento che scorre di continuo e che non ci permette di bagnarci due volte nello stesso fiume. Eraclito è il filosofo del caos all’interno del quale trovare la nostra armonia e di quell’inaspettabile che chi non se lo aspetta non raggiungerà mai.