Serie televisive e MVP.


Ci sono sempre più serie e sono sempre più belle. Le serie funzionano perché sono lo specchio dei nostri tempi. Tempi dove vogliamo sempre di più, ma abbiamo sempre meno tempo. E allora prendiamo tutto a rate (anche i film). E funzionano anche perché rispettano il principio strategico dell’MVP, il “Minimum Viable Product”, che in italiano potrebbe essere tradotto come il prodotto minimo funzionante, ovvero un prodotto con le caratteristiche indispensabili per essere introdotto nel mercato e fare un test della propria idea.

È un concetto utile e interessante. Al posto di prevedere come andrà un prodotto o servizio, realizzane una versione base, testalo sul mercato, raccogli informazioni e aggiusta il prodotto.

Le serie televisive funzionano così. Si lancia una stagione, si vede come va, e si aggiusta il tiro. Lo fanno oggi grazie alle enormi quantità di dati che si possono raccogliere grazie allo streaming. Ma si faceva così anche un tempo. Pensiamo a Happy Days. Nella prima stagione Fonzie era un personaggio minore, poi però i produttori si accorsero che al pubblico Fonzie piaceva molto e aggiustarono il tiro, trasformando Fonzie nel protagonista, insieme a Richie della serie.

A domani, Jacopo.

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