
Questo grafico (che ho trovato qui) propone dieci differenti tipologie di innovazione. Ovvero dieci differenti aree in cui possiamo innovare la nostra attività. Oggi viviamo un periodo storico di enormi cambiamenti. Un periodo in cui l’innovazione non è possibile ma necessaria. Ogni impresa e ogni professionista deve innovare e innovarsi se non si vuole trovare fuori dal mercato.
Ma cos’è dunque l’innovazione? Proviamo a rispondere attraverso le parole dello scrittore ungherese Arthur Koestler che, partendo dall’etimologia del verbo latino cogito, inteso come co-agito, cioè agitare insieme, definisce l’innovazione come biassociazione cioè come «la combinazione di due forme cognitive non ancora correlate in modo tale da aggiungere un nuovo livello alla gerarchia che comprende come propri membri le strutture in precedenza separate». Ovvero scoprire, mescolare, selezionare e combinare fatti, idee, capacità e tecniche già esistenti in un modo differente da quanto fatto fino ad ora. Koestler fa l’esempio dell’elettromagnetismo scoperto nel 1820 da Hans Christian Ørsted che unì due elementi esistenti da sempre, la magnetite e l’elettricità, ma che nessuno aveva mai unito prima di lui.
Scendendo più nello specifico delle differenti tipologie d’innovazione, oltre a quelle riportate nel grafico, possiamo optare per una business model innovation nel caso l’innovazione riguardi il nostro intero modello di business, oppure per una process innovation nel caso vi sia un’implementazione del metodo di produzione, o per una marketing innovation nel caso sia un’innovazione volta al raggiungimento di nuovi consumatori con nuove strategie di marketing, o ancora per una supply chain innovation se si lavora sulla parte di fornitura e produzione, o per una organizational innovation quando riguarda un cambio strutturale del nostro metodo di fare business, o per una product innovation se prevede l’introduzione di un nuovo prodotto o il miglioramento di uno già esistente, oppure per una service innovation nel caso sia invece sbilanciata sull’offerta di nuovi servizi o, infine, per una meaning innovation ovvero un’innovazione nel significato che il nostro prodotto o servizio assume per il consumatore. Così come può essere una market-pull innovation e quindi un’innovazione nata in risposta a un bisogno o un problema del mercato, oppure una technology-push innovation e quindi un’innovazione che viene immessa nel mercato supponendo che verrà poi acquistata dai consumatori.
Sono dunque molti i punti in cui puoi fare innovazione. La cosa più importante è scomporre la nostra attività in tutte le parti che la compongono (clienti, value proposition, costi, ricavi…) e capire cosa possiamo fare diversamente.