“The person attempting to travel two roads at once will get nowhere.”
– Xun Zi
Uno dei miei film preferiti di Buster Keaton, La palla n. 13., si apre con un vecchio proverbio che dice: «Non provare a fare due cose contemporaneamente e aspettarti di fare bene entrambe». Riletto in chiave contemporanea, questo detto può apparire anacronistico. Citando la giornalista/autrice/speaker Marci Alboher, viviamo nell’era dello stile di vita slash. Nell’era del lavoro multitasking. Fare un solo lavoro sembra quasi una perdita di tempo. Sono in molti che, o per necessità o per scelta, alla domanda Qual è il tuo lavoro? iniziano un lungo elenco di professioni intervallate, appunto, da uno slash.
Ma del resto non è una novità. Già a metà dell’Ottocento, Karl Marx sosteneva che nel futuro sarebbe stato possibile «fare oggi questa cosa, domani quell’altra, la mattina andare a caccia, il pomeriggio pescare, la sera allevare il bestiame e dopo mangiato fare il critico» senza necessariamente essere, di professione, allevatori, pescatori o critici.
Tuttavia, non sempre la quantità di lavoro che facciamo corrisponde ad un aumento della qualità del nostro lavoro. Anzi, spesso più cose facciamo contemporaneamente più rischiamo di farle tutte male.