Tutto. Minuto per minuto.

Ci sono due cose di questa campagna di Repubblica che trovo controproducenti e disdicevoli.

La prima riguarda la volontà di strumentalizzare un dramma come la guerra per attrarre abbonati e quindi aumentare il proprio fatturato. È una speculazione ingiustificata.

La seconda riguarda la proposta, tipica dei tempi che viviamo, di mostrare tutto senza filtri e senza interruzione. Minuto per minuto, appunto. Lasciando che sia il lettore a scegliere cosa vedere e quando vederlo, venendo così meno a una delle responsabilità più grandi di un giornale e di un giornalista: produrre contenuti di qualità e non di quantità.