La Post-Verità è il Pre-Fascismo
Il 25 aprile nell'era delle fake news e dei big data. Rinunciando a cercare la verità costruiamo le basi della nostra stessa sottomissione.
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Il 25 aprile nell'era delle fake news e dei big data. Rinunciando a cercare la verità costruiamo le basi della nostra stessa sottomissione.
I governi potranno spacciare immagini generate per documenti e chiunque potrà definire falso ciò che è vero. Serve cercare la storia umana dietro.
La polizia diffonde un'immagine generata dall'IA al posto della foto reale. Serve senso critico per distinguere sempre il vero dal verosimile.
Musk lancia un'enciclopedia generata dall'IA. Poterla interrogare è un vantaggio, ma il senso critico resta l'unico strumento che conta.
Dieci consigli della Columbia Journalism Review per riconoscere un'immagine generata dall'IA. Distinguere il vero dal verosimile sarà una competenza.
La capacità di scegliere cosa ignorare e dove investire le nostre limitate capacità di attenzione.
Il giornalista del futuro sarà il difensore della qualità dei contenuti che leggiamo, e questa è una grande responsabilità.
Perché le newsletter sono (per me) la miglior fonte d'informazione.
Il mondo non è strano. Il mondo è mediatico. Non conta quello che accade, ma conta la sua mediaticità. Conta quante persone parlano di quello che accade.
Sostenere più progetti e sottoscrivere molteplici servizi aumenta il rischio di soffrire di quel fenomeno conosciuto come "Subscription Fatigue" aggravato da un eccesso di informazioni che potrebbe portarci a una sorta di paralisi da analisi mediatica.
(n.) Notizie volutamente esagerate e costruite apposta per coprire altre notizie o dirottare l’opinione pubblica verso eventi meno rilevanti.
Nel 2022, le celebrità hanno emesso in media 3376,64 tonnellate di emissioni di CO2 solo con l'uso del jet privato.
«Nei tempi antichi deteneva il potere chi aveva accesso alle informazioni. Oggi invece avere potere significa sapere cosa ignorare.» - Harari
Di fronte a questo proliferare di mis-informazione prodotta ad hoc per plasmare la mente di miliardi di persone, penso che il ruolo dei giornalisti sia più critico che mai.
Ci sono due cose di questa campagna di Repubblica che trovo controproducenti e disdicevoli.
Uno dei casi più eclatanti di “Vapor News” è stata la conversione di Facebook in META, uscita, non a caso, poco dopo lo scandalo nato dalle dichiarazioni della whistleblower Frances Haugen.
C’è una significativa differenza tra le news e quelle che potremmo chiamare Newsentertainment, ovvero intrattenimento venduto per news giornalistiche.
Quando leggiamo qualcosa ci ricordiamo il messaggio ma dimentichiamo la fonte. E questo è un problema se l’ecosistema da cui ci informiamo è sempre più inquinato da Fake News e messaggi populisti.
Misattribution: Mentre le persone raccolgono informazioni online, arrivano a credere di essere più intelligenti e più informate di quanto non siano in realtà.
La libertà esiste solo quando nessuno la possiede. Cosa pensare dunque della libertà di stampa in un mondo in cui la stampa è sempre più privatizzata?
Spesso la news omette dettagli che non la renderebbero tale. Da cui l’importanza per noi lettori di andare oltre il titolo alla faticosa ricerca dei dettagli su cui il titolo è costruito.
“Il dovere del cronista non è quello di addolcire la verità ma di riferirla obiettivamente.” - Mondo Cane
Oggi volendo possiamo trovare qualsiasi fonte che ci dica qualsiasi cosa. Questo potrebbe essere positivo. Potrebbe essere un segno della democrazia. Il problema è che le persone non cercano domande o risposte ma solo conferme.
Max Roser, immagina un giornale pubblicato solo tre volte nell’arco di un secolo, nel 1918, 1968 e 2018. Al suo interno, argomenti che a suo tempo potevano apparire come sconvolgenti potrebbero non essere neanche menzionati, mentre le prime pagine verrebbero dedicate agli enormi cambiamenti che hanno realmente cambiato il mondo.
Più cose gratuite avremo più dovremo essere disposti a dare. Altrimenti il modello non funziona.
Di fronte al proliferare di Fake News e mis-informazione il ruolo dei giornalisti è contrastare “la flood of shit” di personaggi come Steve Bannon con contenuti di qualità (e non di quantità).
“Ciò che a me non è comprensibile dovrà essere per forza qualcosa di assurdo?” - Nietzsche
Facebook e Twitter dovrebbero avere il compito di smascherare le Fake News, ma non sta a loro essere attendibili (non dimentichiamoci che sono una piattaforma, non un media…). È invece compito nostro scegliere dove decidiamo di informarci.
«Un modo sicuro di indurre la gente a credere a cose false è la frequente ripetizione, perché la familiarità non si distingue facilmente dalla verità» Una frase di Daniel Kahneman che spiega in poche parole il diffondersi delle Fake News.
Come ci ricorda Mysterio in “Spider-Man: Far from Home” è più facile ingannare chi si sta già ingannando da solo. Chi vuole credere a una verità che fa comodo, e che può apparire reale, anche quando non lo è.