
Chi lo usa lo sa molto bene: ChatGPT è lo stagista perfetto. Possiamo crearci un GPTs per ogni task che facciamo e delegare a questa tecnologia parte del nostro lavoro.
Non stupisce quindi che, come evidenzia bene questo grafico preso da una ricerca dell’IBM Institute for Business Value, la fascia di lavoratori su cui l’Intelligenza Artificiale Generativa avrà un impatto maggiore nel 2025 sarà l'”Entry Level”, ovvero gli stagisti.
E questo potrebbe essere un problema perché aumenta ulteriormente le barriere all’entrata del mercato del lavoro già aggravate almeno in Italia, da una formazione universitaria che non sempre prepara gli studenti al lavoro, un’abbondanza di NEET (i giovani che né studiano né lavorano), una scarsa formazione continua in azienda (opportunità offerta solo dal 12,6% delle aziende*), scarse opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani, e una mobilità sociale che ci vede ultimi tra i Paesi industriali.*
Una soluzione potrebbe dunque essere incentivare le start-up più che gli stage. Attraverso finanziamenti, tutoraggio e investimenti pubblici e privati, dare ai giovani che stanno entrando nel mondo del lavoro la possibilità di imparare non con uno stage ma con un progetto imprenditoriale, così che possano vedere ogni aspetto di un’azienda.
* Fonte: IlSole24Ore