100 miliardi vs 10 miliardi

Per quasi vent’anni il Web 2.0 ci ha dato l’illusione che la tecnologia debba essere gratis.

Google gratis. Facebook gratis. Instagram gratis. YouTube gratis. Gmail gratis.

Pagavamo in altri modi, soprattutto con dati, attenzione e pubblicità, mentre il servizio rimaneva apparentemente gratuito.

L’Intelligenza Artificiale potrebbe rompere questo equilibrio.

Secondo una recente analisi di Rhodium Group riportata da CNBC, OpenAI e Anthropic hanno oggi un fatturato annualizzato complessivo di circa 105 miliardi di dollari. OpenAI è intorno ai 40 miliardi di ARR. Anthropic ha superato i 65 miliardi.

Secondo TechCrunch, tutti i modelli di IA cinesi messi insieme arrivano invece a circa 10,7 miliardi, poco più di un decimo.

ByteDance guida il gruppo cinese con circa 4 miliardi di dollari, seguita da Alibaba con 2,4 miliardi, Z.ai con 1,8, Moonshot con 1 miliardo, MiniMax con 800 milioni e DeepSeek con circa 500 milioni. aVenture

Una delle spiegazioni di questa enorme differenza è proprio nel modello di business.

Molti modelli cinesi sono open-weight. Possiamo scaricarli, farli girare sui nostri server o utilizzarli attraverso aziende terze senza necessariamente pagare chi li ha sviluppati.

Rhodium osserva che questa strategia ha favorito la diffusione dei modelli cinesi, riducendone però la capacità di monetizzare direttamente quell’adozione. A questo si aggiunge una forte competizione sui prezzi. Secondo le stime riportate nello studio, molti modelli cinesi costano tra 0,04 e 0,50 dollari per task, mentre i modelli americani più avanzati possono arrivare a diversi dollari.

È quasi il contrario di ciò che abbiamo visto con il Web 2.0. Allora vinceva chi riusciva a conquistare più utenti possibile offrendo gratuitamente il servizio e monetizzando altrove. Nell’IA sembra emergere anche un altro modello.

Paghiamo direttamente ChatGPT, Claude o Gemini perché ci fanno risparmiare tempo, scrivere codice, analizzare documenti, fare ricerca, lavorare sui dati o automatizzare processi.

E le aziende pagano ancora di più attraverso API, licenze Enterprise e agenti. L’IA ha quindi riportato nel software qualcosa che Internet aveva in parte cancellato: la disponibilità a pagare direttamente per la tecnologia.

Naturalmente esistono ancora versioni gratuite e modelli open source. E la strategia cinese potrebbe rivelarsi molto efficace proprio perché punta sulla diffusione più che sulla monetizzazione immediata.