Settimana scorsa in Prompt Design abbiamo avuto il piacere di partecipare al MAPS di Padova, dove abbiamo condiviso cinque cambi di mentalità e cinque funzioni necessarie per padroneggiare l’IA.
Il tema dell’evento era Matrix, con l’immancabile domanda: Pillola rossa o pillola blu?
Applicata all’IA, la distinzione sembra immediata. Pillola rossa per chi usa l’IA. Pillola blu per chi non la usa.
Ma, come sempre quando si parla di questa tecnologia, la scelta è un po’ più complicata. Perché la differenza non è tra usare l’IA o non usarla. Ma tra usarla bene e usarla male.
Questo è il vero Matrix dell’IA. Usare l’IA tutti i giorni e continuare a lavorare esattamente come prima. Interagire con ChatGPT o Claude come prima usavamo Google o Excel, facendo domande, cercando informazioni e automatizzando qualche piccola attività, con l’illusione di aver adottato questa tecnologia senza aver realmente cambiato il nostro modo di lavorare.
Un’illusione in cui, per quella che è la nostra esperienza, si trovano ancora moltissime aziende.
Aziende che hanno introdotto strumenti come ChatGPT senza avere però una strategia concreta per integrarli nei propri processi e, soprattutto, senza aver prima formato i dipendenti a utilizzarli al meglio.
Così finiscono per sfruttare soltanto una piccola parte delle possibilità offerte da questa tecnologia, pur avendo la sensazione di essere già entrate nell’era dell’IA.
La vera pillola rossa dunque consiste nel cambiare mentalità. Nel comprendere che adottare l’IA significa anche ripensare il modo in cui lavoriamo, formare le persone e rimettere in discussione processi che fino a ieri davamo per scontati.