A volte con l’IA si va così veloci che sembra di barare.
Un sito in 2 minuti. Un articolo in 5. Illustrazioni generate in poche secondi. Un documento da 50 pagine analizzato in background mentre si fa tutto il resto.
Ormai il mio processo creativo è sempre lo stesso: idea → IA che la lavora e la sistema → controllo umano.
Human → AI → Human.
Se il lavoro fosse una gara sportiva, qualcuno lo chiamerebbe doping. Ma il lavoro non è una gara sportiva.
Nello sport il doping è vietato perché altera una competizione tra capacità naturali. Nel lavoro vince chi usa lo strumento giusto nel modo più intelligente.
La calcolatrice non era doping per il commercialista. Excel non lo era per l’analista. Google non lo era per il ricercatore. L’IA è lo stesso – solo che va molto, molto più veloce.
Adesso questa velocità sembra quasi “illegale”. Ma con la tecnologia è sempre stato così.
Mandare una mail invece di una lettera. Cercare su Google invece che in biblioteca. Ogni volta che la tecnologia ha fatto un salto, chi la usava per primo sembrava andare a una velocità fino ad allora impensabile. Poi è diventata la normalità.
Ovviamente la sostanza rimane invariata. L’IA velocizza lo sviluppo delle idee. Ma se un’idea non era valida in partenza, non lo diventa grazie alla tecnologia.