All’interno di un capitolo del romanzo T.E.R.R.A. parlo dei Faceglass, ovvero un prototipo di occhiali che permettevano a chiunque di sapere tutto di una persona, semplicemente guardandola in faccia attraverso una tecnologia che, grazie al face scanning, individuava l’identità di una persona di cui poi raccoglieva tutte le informazioni attraverso i suoi profili pubblici (siti, social media, canali pubblici etc etc). Nella storia, che ho poi omesso dalla narrazione, immaginavo che nella fase di test, i Faceglass venissero accolti con entusiasmo da tutto il Direttivo, elettrizzato dall’idea di democratizzare, come amavano dire, la loro tecnologia. Di dare a tutti la possibilità di accedere alle informazioni di cui erano in possesso. Tuttavia, a due settimane dal lancio sul mercato, la Presidentessa dello Stato di A propose di non commercializzarli creando molto dibattito all’interno del Direttivo, dal momento che la produzione dei Faceglass aveva richiesto un investimento importante. Ma alla fine tutti si convinsero che se chiunque avesse avuto la possibilità di sapere tutto di tutti con un solo sguardo, qualcuno avrebbe iniziato a preoccuparsi per la propria privacy o per un possibile attacco di Face Hacking.
Nella realtà gli occhiali smart non solo esistono già, ma per certi aspetti sono già superati. Come è noto, nel 2014, Google lanciò i suoi Google Glass, occhiali dotati di realtà aumentata che permettono di visualizzare informazioni e dati come su un normale smartphone, ma senza dover utilizzare le mani. Sebbene il prodotto sia stato ritirato dal mercato per fini civili, sono molte le aziende che stanno lavorando su altre versioni di Smart Glass. Nel 2016, Snap, la società proprietaria di Snapchat, ha lanciato i suoi Spectacles, occhiali smart integrati con videocamera per fare video e fotografie e un sistema di realtà aumentata che potrebbero un domani sostituire i nostri smartphone. Nel 2021 anche Facebook, insieme a EssilorLuxottica, ha seguito questo trend lanciando la propria versione di occhiali smart.
Ancora più avveniristico è il progetto della startup americana Mojo che sta lavorando ad una lente a contatto che permetterà alle persone d’interagire con un display di realtà aumentata. È verosimile dunque che un domani sarà possibile indossare dispositivi che permetteranno d’integrare la nostra realtà con una realtà virtuale e documentare tutto quello che vediamo e viviamo semplicemente osservandolo.
Fonti:
- Mark Sullivan, This is the computer you’ll wear on your face in 10 years, FastCompany, https://www.fastcompany.com/90390000/this-is-the-computer-youll-wear-on-your-face-in-ten-years, 14 agosto 2019.
- ‘Invisible computing’ startup unveils smart contact lens, Techxplore, https://techxplore.com/news/2020-01-invisible-startup-unveils-smart-contact.html, 16 gennaio 2020.