Ogni Basso Un Passo

Ogni Basso Un Passo

Di fronte a questo muro viene in mente Simone Weil, quando distingue la pesantezza dalla grazia. La pesantezza è ciò che ci trascina giù: la fatica, l’umiliazione, la necessità, il corpo, il mondo che non obbedisce ai nostri desideri. Ma per Weil non si tratta solo di resistere alla caduta. Si tratta, più radicalmente, di imparare a guardarla. L’attenzione, in questo senso, diventa una pratica spirituale: non cancella il basso, ma gli impedisce di essere solo sprofondamento.

“Ogni basso un passo” potrebbe allora essere letto così: non ogni dolore ci migliora, non ogni sconfitta ci rende più saggi, non ogni abisso è pedagogico. Però ogni basso può diventare un passo se non lo sprechiamo nell’autocommiserazione o nella fretta di risalire. C’è una conoscenza che si dà solo quando il mondo smette di applaudire, quando l’io non riesce più a raccontarsi come vincente, quando il presente ci costringe a camminare senza retorica.