L’Intelligenza Artificiale democratizza il lusso.

Nella puntata 23 della terza stagione di Friends, i sei amici newyorkesi vanno a casa di Pete Becker, il fidanzato milionario di Monica e rimangono a bocca aperta quando in casa trovano video telefoni, frigoriferi intelligenti e luci con accensione vocale.

Oggi sono due cose scontate. Chiunque con uno smartphone può fare una video chiamata e con pochi euro da Ikea si possono comprare lampadine intelligenti. Ma vent’anni fa non era così. Vent’anni fa erano cose che solo un milionario poteva permettersi.

Lo stesso vale per molti altri prodotti. Un tempo avere cibo tutti i giorni più volte al giorno era un lusso, oggi è una necessità. Un tempo avere un televisore o un telefono in casa era un lusso, oggi è una necessità.

L’Intelligenza Artificiale ha ulteriormente accelerato questo processo. Un tempo avere un assistente personale era un lusso, oggi basta un iPhone per avere un assistente (virtuale) sempre disponibile. Un tempo avere decine di scrittori o illustrazioni a propria disposizione era un lusso, oggi con GPT3 o DALLE è qualcosa di possibile per tutti. Un tempo avere un consulente a disposizione con cui parlare in qualsiasi momento era un lusso, oggi grazie all’AI conversazione e al Machine Learning è sempre più accessibile.

Così come Ikea ha democratizzato il design, Amazon ha democratizzato il commercio in modo che tutti possano avere un negozio, Google ha democratizzato l’informazione, Spotify ha democratizzato la musica e YouTube i video, l’intelligenza Artificiale potrebbe democratizzare molte delle cose che un tempo erano considerate un lusso, trasformandole in una necessità.

Quello che un tempo era un lusso, un domani sarà trasformato in una necessità.

Del resto, Adam Smith lo aveva capito già più di duecento anni fa quando sosteneva che quello che un tempo era un lusso, un domani si sarebbe trasformato in una necessità.

Non a caso, l’economista statunitense (alle dipendenze di Google dal 2002) Hal Ronald Varian sostiene che per predire il futuro basti guardare quello che hanno (e vogliono) i ricchi, perché sarà quello che un domani vorranno anche i poveri.