25 Aprile, oggi.


Oggi tutta l’informazione, la preoccupazione e l’attenzione mediatica è rivolta verso un unico tema: l’emergenza Covid-19, il Primo Virus Mondiale del nuovo secolo.

Tuttavia, le molte emergenze che minacciavano il mondo prima del CoronaVirus, continuano ad esserci. Il mondo continua a bruciare. Il lavoro è sempre più precario. Le risorse del nostro pianeta sono sempre più scarse. Le persone continuano a morire di fame (quasi 30.000 nella sola giornata di ieri). Le guerre non si fermano. La disuguaglianza continua ad aumentare. Le dittature continuano ad esistere. E l’inquinamento atmosferico continua a fare milioni di vittime ogni anno.

E non possiamo dimenticarcelo. Oggi è il 25 Aprile, e penso che quello di oggi sia uno dei 25 Aprile più importanti degli ultimi 75 anni, per due motivi.

Il primo motivo è che oggi, a differenza di tutti i 25 Aprile passati, non potremo scendere in strada per ricordare al mondo l’importanza della libertà. Quindi dovremo ricordarcelo e ricordalo da soli.

Il secondo motivo è che il 25 Aprile non è solo un simbolo di libertà e liberazione, ma anche un simbolo di rinascita e di ricostruzione. E, in questo momento, abbiamo bisogno un diffuso senso di rinascita.

Finito questo periodo di emergenza, non penso si tornerà alla normalità. E, in tutta onestà, lo spero. Spero che impareremo tutto quello che possiamo imparare da questa situazione e saremo in grado di immaginare una nuova normalità.

A domani, Jacopo.

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