L’immaginazione esisterà ancora?

Ieri ho fatto un piccolo esperimento letterario. Ho preso un passaggio da “L’idiota” in cui Dostoevskij descrive così un personaggio:

Uno di essi era [..] coi capelli ricciuti e quasi neri, occhi grigi piccoli ma pieni di fuoco. Aveva il naso largo e schiacciato, il viso dagli zigomi forti. Le labbra sottili si atteggiavano continuamente in un sorriso sfrontato, ironico e persino cattivo, ma la sua fronte era alta e ben formata, e abbelliva la parte inferiore del viso, piuttosto rozza. Colpiva particolarmente in quel viso il suo pallore mortale, che dava a tutta la fisionomia del giovane un aspetto emaciato.

Poi ho adattato il testo di Dostoevskij per trasformarlo in un prompt per DALL-E che in pochi secondi ha generato quattro differenti rappresentazioni (due le trovi qui sotto) del personaggio immaginato da Dostoevskij. Il risultato è molto vicino a quello che io mi ero immaginato.

La bellezza di leggere un romanzo, rispetto per esempio a guardare un film o giocare a un videogame, è che siamo noi a dare un volto ai personaggi o un’estetica ai paesaggi. Eppure grazie a tecnologie come DALLE è possibile che un domani mentre leggeremo un libro le parole dell’autore si tradurranno direttamente in immagini personalizzate su di noi, così che noi non dovremo più fare lo sforzo di immaginare quello che stiamo leggendo.

Senza andare troppo lontano nel futuro però, già oggi questa sembra essere la direzione. Pensiamo alle milioni di fotografie e ai migliaia di video che ogni giorno vengono condivisi. Un tempo quando raccontavamo qualcosa che avevamo visto o vissuto a qualcuno dovevamo usare l’immaginazione. Oggi invece quello che facciamo non è più raccontare ma mostrare. Perché perdersi in dettagli e racconti quando possiamo far vedere una fotografia o un video che in pochi secondi mostra esattamente quello che vogliamo condividere?

Di fronte a questo scenario dunque viene da domandarsi che futuro possa avere l’immaginazione? Ne avremo ancora bisogno? Oppure sarà sostituita dalla comodità di mostrare attraverso una macchina? Personalmente penso che l’immaginazione continuerà ad avere un peso rilevante nelle nostre vite. Anzi, penso che se, come specie, smetteremo di allenare la nostra immaginazione, perderemo uno dei nostri tratti più distintivi.

L’immaginazione è il motore che ha fatto andare avanti (e talvolta indietro…) il mondo. Non possiamo perderla. Anche a costo di dover continuare a fare la fatica di immaginare, senza delegare a una macchina questo lavoro.

Come scrive Chris Anderson nel suo saggio “TED Talks” infatti: «Gli esseri umani hanno un’abilità che, per quanto ne sappiamo, nessun’altra specie possiede: [..] l’immaginazione, la capacità di modellare il mondo nella nostra mente e poi di ridisegnarlo per creare un mondo che in realtà non esiste, ma che un giorno potrebbe esistere.»

Ed è vero, l’immaginazione è il motore che ha fatto andare avanti (e talvolta indietro…) il mondo. L’energia che ci ha fatto evolvere e progredire. Non possiamo perderla. Anche a costo di dover continuare a fare la fatica di immaginare, senza delegare a una macchina questo lavoro.