Demoni felici.

A seconda delle differenti interpretazioni filosofiche, il termine greco “Eudemonia” tende ad indicare la felicità come scopo di vita e fondamento etico. Sebbene non possa esserci una definizione universale di felicità e, più in generale di cosa ci renda felici, forse un suggerimento può arrivarci dall’etimologia di questa parola.

La parola “Eudemonia” infatti è composta da “eu” traducibile con “buono” e “daimon” traducibile con “demone”. Letta così potremmo dire che la felicità consiste nel riconoscere il proprio demone, quello che ci anima e ci rende vivi ma che può anche renderci inquieti e suscitare angoscia, e trovare il modo per controllarlo e per trasformarlo in un alleato che ci conduca verso la nostra realizzazione. Per gli antichi greci dunque, felice era colui che aveva un demone buono.

La felicità consiste nel riconoscere il proprio demone e trovare il modo per controllarlo e per trasformarlo in un alleato che ci conduca verso la nostra realizzazione.

La definizione di “daimon” più in linea con quest’idea è forse quella di Eraclito, quando nel suo frammento 119 diceva: ἦθος ἀνθρώπῳ δαίμων, ovvero l’indole è per l’uomo il suo daimon, la sua realizzazione. E quindi serve un demone per realizzarci ed essere felici.

Non stupisce dunque che secondo diverse tesi di Psicologia Comportamentale, proteggere qualcuno dai problemi (che potremmo considerare un’espressione del demone), non lo rende più felice o più sicuro, ma al contrario, più triste e più ansioso. L’essere umano infatti è nato per risolvere problemi. L’assenza di problemi da risolvere o di avversità da affrontare va contro la nostra stessa natura e ci rende tristi, depressi e frustrati. Avere un problema da risolvere, piccolo o grande che sia invece, ci tiene motivati e attivi.

Un’ulteriore riflessione nasce dalla possibile traduzione di “daimon” non solo come demone ma anche come genio. Il demone dunque non è solo ciò che ci permette (se abbiamo il coraggio di affrontarlo e farlo nostro alleato) di essere felici e realizzarci ma anche di sviluppare il nostro ingegno e trovare soluzioni innovative ai nostri problemi.